Il sindaco medico di Montalbano: "Disponibile a somministrare il vaccino nel mio comune e in quelli limitrofi"

Per venire incontro ai più anziani e incrementare le iniezioni anticovid il primo cittadino del borgo ha scritto alle istituzioni con una proposta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Invio questa Lettera sia nella qualità di Sindaco di un Piccolo Borgo che sorge a circa 1000 metri sul livello del mare sui monti Nebrodi, in cui la popolazione è composta principalmente da soggetti anziani molti dei quali vivono da soli, poiché  i propri familiari hanno dovuto abbandonare il paese di origine per motivi di lavoro e spostarsi in altre città o regioni Italiane, ma anche e soprattutto da uomo che ha deciso di svolgere nella vita la professione di Medico. Vivere in un piccolo borgo è oggi un atto di coraggio: si vive a misura d’uomo, ma di contro sono tantissimi i disagi da affrontare legati alla marginalità dei servizi pubblici e soprattutto dei servizi sanitari  che si manifestano in tutta la loro  complessità e difficoltà, ancora più di sempre “oggi”, in cui si sta cercando con ogni sforzo di creare i presupposti per una valida  campagna vaccinale, unica e insostituibile arma per combattere e rilegare fra i più brutti ricordi del nostro secolo la pandemia da Sars-Cov2, ove , i Medici di famiglia, Uniche figure Sanitarie sempre in prima linea e oggettivi e validi   punti di riferimento, non sono stati ancora  autorizzati a somministrare il siero vaccinale e, ancor quando ciò avverrà non sempre numericamente proporzionati all’esigenza di un intero territorio.

         Per sensibilizzare e implementare la campagna vaccinale l’amministrazione comunale ha messo in atto alcune iniziative quali:

  1. Il Censimento di tutti i cittadini over 80, over 70 e con grave disabilità e allettati
  2. La registrazione dei soggetti rientranti nelle suddette categorie sul sistema telematico attraverso gli operatori dell’ufficio Servizi Sociali cercando di concentrare più utenti nello stesso giorno e nello stesso centro vaccinale (non sempre possibile)
  3. La messa a disposizione di pulmini per il trasferimento presso il centro vaccinale più vicino (distante almeno 30 km) riservati a coloro che non hanno un proprio automezzo o un familiare che li assista e li accompagni.)

         Pur riconoscendo la valenza sociale di queste iniziative, condivise all’unanimità dalla cittadinanza e finalizzate solo a ridurre parzialmente i disagi dei soggetti anziani e di coloro che conducono la propria vita in solitudine, siamo del tutto consapevoli e certi che sono assolutamente insufficienti e non adeguate per incrementare il traguardo vaccinale che ci siamo imposti.

            Le immagini e gli articoli riportati in queste ore dalla stampa, soprattutto dopo la riconferma della somministrazione del   vaccino AstraZeneca: “Gente con problemi fisici, anziani in fila diverse ore, cittadini sconfortati e rassegnati che attendono il proprio turno, anziani seduti sui gradini, rischio concreto di assembramento” non sono assolutamente confortanti e incoraggianti per nessuno ma soprattutto per chi, proveniente da un piccolo paese, ancora di più se anziano e portatore di disabilità, deve anche sopportare il disagio di un viaggio lungo decine di km per raggiungere un centro vaccinale.

         Pertanto, condividendo in pieno quanto asserito dal commissario all’emergenza Covid Generale Francesco Figliuolo che ha sottolineato la necessità, che in vista di un incremento delle consegne dei vaccini, atteso nei prossimi mesi, sarà necessario incrementare i punti in cui verranno somministrati, facendo ricorso ad ogni soluzione possibile con l’obiettivo di raggiungere il traguardo di 500.000 somministrazioni giornaliere richiamando  il principio della  capillarità e della spinta sulla distribuzione e somministrazione:  capisaldi necessari per dare nuovo impulso alla campagna vaccinale

si chiede,

            alle SIGG.LL in indirizzo  di poter designare e autorizzare  anche nei piccoli paesi, distanti decine di km dai principali centri vaccinali e dagli Hub istituiti nelle  maggiori  città dell’isola, punti vaccinali a cui possano accedere tutti i cittadini di ogni fascia di età, utilizzando, in aggiunta al personale sanitario  istituzionalmente indicato ma non sempre numericamente proporzionato,   medici e personale sanitario che  offrono anche volontariamente la propria professionalità per l’estensione  di una vera e concreta somministrazione capillare del siero anti covid.

             

            Alla luce di quanto riportato in questa missiva, il sottoscritto nella qualità di Operatore Sanitario, che svolge la propria attività, con la qualifica di Dirigente Medico presso l’U.O.C. di Chirurgia Oncologica dell’AOU G. Martino di Messina diretta dal Prof. Giuseppe Navarra, condividendo l’iniziativa con altri 10 Medici,   fra Dirigenti e  Specializzandi, operanti nella stessa Unità Operativa, si rende, assieme ai colleghi che hanno pienamente e con entusiasmo  sostenuto l’idea,  disponibile alla somministrazione di siero vaccinale presso il comune di Montalbano Elicona per tutta la popolazione residente, in locali convenientemente messi a disposizione  ed adeguatamente  adattati per tale finalità, assistiti per tutto il periodo dal gruppo comunale di protezione civile – regolarmente inserito nell’albo regionale,  estendendo l’iniziativa anche in altri piccoli comuni del territorio circostante, qualora i sindaci condividano e richiedano tale servizio.

            Con la piena consapevolezza che in questa interminabile emergenza sanitaria, solo la collaborazione e l’unione di intenti di Medici e Operatori della Sanità, che hanno deciso da sempre e con convinzione di farne anche un percorso di vita, debbano essere a servizio della Società civile, invio cordiali saluti in attesa di un positivo riscontro.

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