Smart working, De Luca in tv al ministro Dadone: “Non ha idea di quello che sta succedendo nei comuni”

Secondo il sindaco “sarebbe stato opportuno dare un segnale forte forte, modificando gli orari di lavoro, aprire mattina pomeriggio e anche sabato mattina evitando all'utenza di assembrarsi ad orari ben precisi”. L'esponente del governo: “C'è flessibilità di orario in entrata e in uscita con i limiti della contrattazione”

A regime lo smart working nella Pubblica amministrazione "sarà uno, due giorni a settimana, poi necessariamente ci sarà la presenza fisica in ufficio perché mai potrei pensare di tirare giù le serrande".

E' l'auspicio del ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, durante la trasmissione di 'Porta a Porta' anhdata in onda ieri su Rai Uno in seconda serata.

De Luca, che ha rivendicato la paternità del coprifuoco legato all'emergenza Coronavirus, “è stata l'unica soluzione che abbiamo trovato e ha dato i suoi risutati”, ha contestato le dichiarazioni del ministro “non ha idea di quello che sta succedendo nei comuni”. Secondo De Luca lo smart working a Messina non ha consentito di raggiungere il 70 per cento degli obiettivi. “Non sono più rispettati i termini dei procedimenti amministrativi -  ha detto - Sarebbe stato opportuno dare un segnale forte forte, modificando gli orari di lavoro, aprire mattina pomeriggio e anche sabato mattina evitando all'utenza di assembrarsi ad orari ben precisi”. 

Dadone, che ha promesso di verificare meglio la situazione a Messina, ha risposto che "la flessibilità di orario era già prevista in una circolare precedente e il decreto ministeriale dovrebbe aiutare i dirigenti a organizzare il lavoro sulla base di una norma di legge: c'è flessibilità di orario in entrata e in uscita con i limiti della contrattazione odierna".

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Sul tema dello smart working è serrato lo scontro tra il promo cittadino e i sindacalisti. Anche ieri, con una nota  Pippo Calapai, segretario generale della Uil-Fpl, Emilio Di Stefano, responsabile provinciale Uil-Fpl, e Giuseppe Gemellaro, segretario provinciale SILPoL hanno contestato le dichiarazioni rese ripetutamente sul tema da De Luca: “Non si condivide né si può accettare, contenuti e toni, utilizzati dal sindaco durante recenti partecipazioni a trasmissioni televisive, in merito all’utilizzo distorto del lavoro agile ‘smartworking’ che si è fatto al Comune di Messina. Ormai, si ritiene faccia parte di un cliché noto, quello utilizzato dal primo cittadino che trova ogni pretesto per attaccare i dipendenti Comunali, denigrandoli e beffeggiandoli”.

I sindacalisti hanno ricordato che “la percentuale del personale in lavoro agile è stata, e continua ad essere, al di sotto del 50 per cento previsto dalla normativa; la Polizia Municipale come è facilmente comprensibile, visto il ruolo che espleta anche nel controllo del rispetto dei vari D.P.C.M., ha lavorato quasi per intero in presenza e le ferie estive sono state fruite secondo la programmazione”.

In merito all'attribuzione del salario ai lavoratori del Comune di Messina hanno anche precisato “che i contratti decentrati firmati dalle scriventi, sono stati sempre validati dai Revisori dei Conti e dall’ARAN, compreso quello firmato con questa Amministrazione il 31/12/2019 per la parte giuridica 2019/2021 ed economica 2019. Viene da chiedersi perché ad oggi, nonostante i tanti solleciti, i dipendenti non abbiano ancora ricevuto la liquidazione di alcune indennità del salario accessorio (Rischio, disagio, Ind. Responsabilità, di funzione, ecc) relative all'anno 2019; non è stato attivato lo scorrimento della graduatoria della PEO 2018 per l’errore riportato nella determina dirigenziale n.435 del 23/01/2019 più volte segnalato dalle scriventi all’Amministrazione ed al dirigente pro tempore del dipartimento delle Risorse Umane; non è stato emesso il bando di selezione della PEO 2019; non sono stati conferiti gli incarichi di Posizioni Organizzative, i cui criteri di assegnazione e le relative pesature, oggetto di confronto e contrattazione, sono stati condivisi. Infine, recentemente si è venuti a conoscenza che a favore dei dipendenti comunali distaccati all’ARISME’, società partecipata e quindi esterna, è stato emesso mandato di pagamento per la liquidazione del salario accessorio anno 2019; non si contesta il diritto a percepire le indennità accessorie eventualmente spettanti, ma ci si chiede se le stesse siano rispettose dei criteri e degli importi contrattuali stabiliti per i dipendenti del comparto ed a quale capitolo di spesa vanno imputate. Ci si chiede inoltre perché a fronte di tanta solerzia si contrapponga totale inerzia nei confronti del processo di liquidazione del dovuto alla restante parte dei dipendenti comunali”.

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