Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Incognita stadi, dal Pd la richiesta di spiegazioni su "Franco Scoglio" e "Celeste"

L'interrogazione del consigliere Alessandro Russo sulla gestione dei principali impianti sportivi cittadini

La questione stadi resta argomento caldo. Da un lato c'è un "Franco Scoglio" che non potrà essere pronto prima del 16 settembre, visto il ritardo con cui arriveranno i materiali utili a ripristinare l'impianto di videosorveglianza che hanno causato lo spostamento a Vibo Valentia del derby Messina-Palermo. Ma resta l'incognita legata all'eventuale intervento di un'altra ditta catanese che, secondo quanto riferito all'Acr Messina, sarebbe nelle condizioni di completare i lavori in anticipo.

Dall'altro c'è un "Celeste" il cui futuro è tutto da scrivere. Non il miglior momento per i due principali impianti di calcio cittadini, tutt'altro che in linea con i bisogni sportivi della città. L'impianto di via Oreto dal 24 agosto è utilizzato dal Football Club Messina che ha richiesto al Comune un affitto temporaneo fino al 2 settembre. Ma non c'è una concessione che regoli i rapporti tra amministrazione comunale e società sportive mentre si attende ancora la definitiva chiarezza su eventuali pendenze legate al pagamento delle tariffe. Alla finestra resta l'Acr Messina che avrebbe sondato il terreno con Palazzo Zanca per utilizzare il "Celeste" come campo d'allenamento.

A chiedere lumi è anche il consigliere comunale Alessandro Russo con un'interrogazione rivolta al sindaco Cateno De Luca e all'assessore allo Sport Francesco Gallo. L'esponente Pd parte dal "Franco Scoglio" e dal termine per la consegna dei lavori. "E' stato riferito - scrive Russo -  che la data ultima sarebbe quella del 16 settembre a causa di una asserita difficoltà di approvvigionamento di materiale indispensabile ai lavori da parte della ditta affidataria. Come per è stato comunicato dalla società ACR Messina in queste ore, dietro attività di consulenza che ha visto la stessa società parte attiva su sollecitazione dell’Amministrazione comunale, tuttavia, si è appreso che esisterebbe una azienda fornitrice del materiale necessario a ultimare i lavori di adeguamento dello stadio “Franco Scoglio” in tempi utili addirittura per la riapertura dello stadio per la partita casalinga della squadra, in data 4 settembre".

Poi l'attenzione è rivolta all'altro impianto cittadino. "Si chiede di sapere se il “Giovanni Celeste” sia attualmente utilizzato e con quale titolo da società sportive e calcistiche. Lo stadio in questione, soprattutto laddove dovesse essere attualmente utilizzato da concessionari con titoli scaduti da tempo e con pendenze finanziarie o contrattuali ancora tutte da chiarire a tutela dell’amministrazione, dovrebbe tornare nella immediata disponibilità dell’Ente che, piuttosto che privarlo dall’uso collettivo, dovrebbe in tempi veramente celeri metterlo a disposizione di tutte le altre squadre calcistiche di serie minori presenti in città, che con grandi sacrifici anche economici stanno sobbarcandosi in spese per trasferte e spostamenti dalla città anche solo per poter svolgere regolari sessioni di allenamento. Apprendere, come consta allo scrivente, che il “Giovanni Celeste” sarebbe utilizzato senza titolo mentre altre realtà messinesi ne sarebbero escluse appare fatto grave, anche dal punto di vista amministrativo e della regolarità contabile. Se l’utilizzo come sopra descritto del “Giovanni Celeste” dovesse essere confermato, si chiede di conoscere in base a quale titolo di utilizzo ciò stia accadendo ovvero in base a quale tariffa dovuta al Comune (specificando se sia stata versata o meno) e soprattutto se insistono dei motivi di esclusione dall’utilizzo della struttura in ragione di eventuali contenziosi giudiziari in corso tra l’Ente e l’utilizzatore dello stadio".

Russo conclude chiedendo maggiore impegno al Comune e auspicando l'assegnazione del "Celeste" all'Acr Messina. "Appare evidente sottolineare come a partire da questo campionato calcistico
di Lega Pro la città di Messina ha una squadra iscritta in esso e come - quindi - la stessa necessiti da parte dell’amministrazione un supplemento di sforzo gestionale per trovare la
soluzione migliore, dal punto di vista operativo e infrastrutturale: a tal proposito, canoni di pagamento degli impianti sportivi più sostenibili e che tengano conto del prolungato utilizzo
delle attrezzature anche per allenamenti e sessioni tecniche si rendono, a parere dello scrivente, necessari almeno in questa fase di avvio del campionato. In una prospettiva di
più lungo periodo, fintantoché non si sarà risolta in maniera definitiva la vicenda amministrativa e giudiziaria della gestione dello stadio “Franco Scoglio”, sarebbe altrettanto ragionevole ipotizzare che la struttura attualmente sotto utilizzata dello stadio Giovanni Celeste possa essere assegnata - previo accordo di concessione pluriennale - alla maggiore squadra cittadina, la quale dovrebbe ovviamente essere onerata dalla realizzazione di lavori di mantenimento e miglioramento oltre che da finestre di utilizzo dell’impianto anche da parte di altre squadre di minore serie presenti in città: solo così facendo, infatti, quell’importante e storico impianto tornerebbe a vivere e potrebbe costituire uno spazio finalmente riutilizzabile non solo dalla prima squadra ma anche da tutto il movimento calcistico minore di cui la città è così ricca, che sta vivendo per miopia amministrativa conclamata una carenza di strutture che rischia di stritolare economicamente le piccole società".

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