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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Treno merci fermi fra Letojanni e Sant’Alessio, la denuncia: "Pendolari lasciati allo sbando per ore"

Il coordinatore del comitato pendolari, Giosuè Malaponti racconta l'odissea dei passeggeri giovedì 3 febbraio sull’asse ferroviario Catania-Messina. "Non è immaginabile aspettare 110 minuti un bus sostitutivo che non arriva"

Treno merci guasto tra Letojanni e Sant’Alessio con i pendolari lasciati allo sbando per ore. E’ quanto denuncia il Comitato Pendolari Siciliani-Ciufer. Il disservizio giovedì 3 febbraio sull’asse ferroviario Catania-Messina.

“L'interruzione al servizio per un guasto all’infrastruttura o ai mezzi rotabili, ci può anche stare – si legge in una nota - ma quello che non condividiamo sono i tempi di riorganizzazione dei servizi sostitutivi e dell’assistenza ai viaggiatori. La gente o meglio l'utente che ha pagato anticipatamente per un servizio di trasporto, sia esso un abbonato o un utente occasionale, in queste criticità viene lasciato in balia di se stesso per più ore senza avere alcuna assistenza e/o informazione da parte del gestore dell’infrastruttura e del gestore del servizio, considerato che ormai in tutte le stazioni non vi è la presenza di personale ferroviario se non nelle grandi stazioni”.

Secondo la ricostruzione del Comitato pendolari, il treno merci è rimasto in panne tra Letojanni e Sant’Alessio Siculo. “Partiti con il Rv5372 delle ore 18:38 da Catania, arrivati alla stazione di Giarre-Riposto alle ore 19.09. siamo stati parcheggiati al primo binario – continua il coordinatore Giosuè Malaponti - dopo circa 20/25 minuti il capotreno ci informava che c’erano dei problemi alla circolazione. Alle 19:35, ci informava che tra una ventina di minuti sarebbe arrivato un bus sostitutivo al treno per proseguire il viaggio sino a Messina e ci ha invitato a scendere dal treno ed aspettare nel piazzale antistante la stazione. Da quel momento, nessuna informazione, nessuna assistenza, nessun ferroviere, quando alle 20:59 si presenta un signore quale autista del bus sostitutivo che chiede alle persone rimaste sin dove devono andare e che non avrebbe effettuato le fermate nelle stazioni previste dalla corsa treno ma solo quelle nelle stazioni delle persone che erano a bordo. Tenuto conto che nell’utenza in attesa c’era gente che doveva proseguire, con la coincidenza a Messina, sino a Milazzo e Patti. Da contratto di servizio – continua Malaponti - in questi casi di interruzione della circolazione, è previsto entro 60 minuti l'istituzione, da parte del gestore del trasporto Trenitalia, di un bus sostitutivo che effettui tutte le fermate nelle stazioni previste dalla corsa del treno. Quindi un'ulteriore stranezza quella del conducente del bus sostitutivo che non avrebbe effettuate le fermate previste dal treno soppresso. In conclusione quasi due ore al freddo, e precisamente dalle 19:35 alle 20:59 senza alcuna informazione e assistenza da parte dell'impresa ferroviaria”.

“Non è possibile- spiega il coordinatore del Comitato pendolari - lasciare allo sbando centinaia di persone lungo linea senza avere assistenza, informazioni e ad aspettare un servizio sostitutivo che non ha orari e che non rispetta nemmeno le norme contrattuali previste nei casi di criticità. Non è immaginabile aspettare 110 minuti un bus sostitutivo che non arriva in una fredda serata di febbraio in un piazzale antistante le stazioni ferroviarie lungo tutto l'asse ferroviario Catania-Messina e viceversa. Una domanda ci sorge spontanea, in questi casi, quali sono i compiti del vettore? Rimaniamo in attesa di risposte, nella speranza che anche queste non vengano soppresse com'è accaduto in questa fredda serata di giovedì 3 febbraio 2022. Il bilancio dei disagi – conclude - 8 Treni soppressi - 564 km-treni cancellati - 89 minuti di ritardo”.

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