Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Patti

Fingono di possedere terreni e ottengono fondi europei per 130mila euro

Il raggiro è stato scoperto dalla guardia di finanza. Riflettori accesi su un'azienda agricola dei Nebrodi: cinque denunciati e sequestro per 80mila euro

Fingendo di possedere dei terreni sono riusciti a truffare l'Unione Europea ottenendo illecitamente fondi per 130mila euro. Per questo tre imprenditori, possessori di un'azienda agricola dei Nebrodi, sono stati denunciati dopo le indagini della guardia di finanza di Patti. A coordinare gli accertamenti la Procura Europea di Palermo.

Nel dettaglio, le Fiamme Gialle hanno denunciato, a vario titolo, due rappresentanti legali pro tempore di una società agricola ed il relativo amministratore di fatto, oltre ad ulteriori due soggetti parimenti ritenuti responsabili dei reati di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e di falso ideologico.

Più in particolare, dopo articolati riscontri documentali e contabili di polizia economico-finanziaria, attraverso l’analisi delle domande uniche di pagamento presentate all’AGEA relativamente alle campagne agricole dal 2013 al 2022, i Finanzieri pattesi accertavano come l’impresa agricola indagata, attraverso artifizi e raggiri dchiarasse falsamente la proprietà di numerosi terreni, in realtà facenti parte di un compendio immobiliarerM ricadente nell’attivo di una procedura fallimentare del Tribunale di Patti. Con tale espediente, i tre indagati inducevano in errore l’ente pagatore Agea, concretamente riscuotendo risorse comunitarie per oltre 130 mila euro.

Nel medesimo ambito, poi, si accertava come ulteriori due soggetti, al pari dei nominati due rappresentanti pro tempore dell’impresa agricola oggetto di indagine e del relativo amministratore di fatto, avessero utilizzato i medesimi terreni per richiedere ulteriori contributi, questa volta non percepiti, per ulteriori 50 mila euro, anche in questo caso tentando di trarre in inganno i funzionari dell’Organismo pagatore.

Quindi il provvedimento di sequestro preventivo di somme di denaro e beni immobili - ai fini della confisca - per un valore complessivo ammontante a circa 80mila euro, corrispondenti ai proventi illeciti relativi alle truffe non già prescritte ai fini penali.

Il territorio della provincia messinese, purtroppo, non è nuovo a fenomeni della specie e le modalità illecite oggi documentate sono già assurte agli onori della cronaca, anche nazionale, perché sfruttate da strutturate organizzazioni criminali, anche di matrice mafiosa, che hanno intuito in anticipo le potenzialità dei flussi finanziari provenienti dalle risorse comunitarie.

Proprio per tali ragioni, Autorità Giudiziaria e Guardia di Finanza continueranno a mantenere altissima la soglia di attenzione, evitando che significative risorse pubbliche diventino facile preda di imprenditori spregiudicati, in danno dei tanti imprenditori onesti operanti in tali territori.

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