Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Viale Europa

Urologia del Piemonte senza medici, il caso sollevato da Azione

I dirigenti regionali del movimento politico parlano di Unità operativa monca e incapace di svolgere servizi adeguati. Il direttore sanitario Rao replica sostenendo che da tempo l'azienda è a caccia senza risultati degli specialisti

Disservizi per carenza di medici al reparto di Urologia del Piemonte. I dirigenti regionali di Azione parlano di Sanità messinese che continua a subire danni. “Il reparto di urologia dell’ospedale Piemonte è attualmente monco, impossibilitato, a quanto pare, ad erogare servizi clinici quali ricoveri e interventi, limitando dunque l’attività a semplice ambulatorio con orari da ufficio pubblico. Il tutto non accade per cause fortuite e imprevedibili che hanno determinato tale situazione bensì per una gestione che non esitiamo a definire inadeguata da parte della governance del nosocomio - proseguono i rappresentanti del partito di Carlo Calenda - un reparto per le cui strumentazioni, con tecnologie avanzate (tra cui il Robot Da Vinci), sono stati spesi milioni di euro. Soldi pubblici che rischiano di restare inutilizzati - già in questi giorni è così - per mancanza di programmazione e organizzazione da parte dei vertici aziendali.  Ad oggi, non risulta bandito ancora alcun concorso dall’azienda per implementare la pianta organica. E anche questa è una faccenda su cui sarebbe giusto si dessero spiegazioni". Il direttore sanitario di Neurolesi-Piemonte Pippo Rao risponde così alla nota del movimento politico: "Il problema sollevato è reale ma non certo per responsabilità della governance aziendale, siamo disponibili con chiunque a spiegare le motivazioni su Urologia dove la questione è legata alla carenza di medici specializzati nel settore, possiamo assolutamente dimostrare che l'azienda da tempo ha esperito e continuerà a farlo bandi per l'inserimento in pianta organica di urologi che puntualmente vengono disertati". Secondo quanto si apprende sono soltanto tre i sanitari che operano nell'Unità operativa ma soltanto uno svolge piena attività con tutte le conseguenze del caso. 

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