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Domenica, 14 Aprile 2024
Economia

Andamento economico delle imprese messinesi, Basile: "Chiudono 500 aziende ma c'è chi sta peggio"

Il sindaco al tavolo permanente con la Camera di Commercio per monitorare la nostra economia e studiare misure adeguate: "Siamo sempre aperti al dialogo con tutti, dalle forze impreditoriali e produttive di Messina alle sigle sindacali, per stabilire cosa e dove migliorare". Le verifiche ogni tre mesi

"Il nostro tessuto economico cittadino e provinciale mostra, infatti, che, pur in una "crisi" più generale e di livello globale, si registra un'evidente vivacità come confermato da 716 iscrizioni e 682 cessazioni non d'ufficio". Lo ha detto il sindaco Federico Basile intervenuto stamani all'incontro che si è svolto per illustrare i dati economici sullo stato di salute delle imprese ricadenti nel Comune di Messina, elaborati dall’Ufficio di statistica della Camera di Commercio di Messina.

Presenti anche agli assessori Massimo Finocchiaro alle Attività produttive e Roberto Cicala al Contrasto all'evasione ed elusione tributaria locale, il presidente della Camera di Commercio Ivo Blandina e l'ing. Giuseppe Tramontana della società InfoCamere, sono stati. Nel corso dell'incontro con i giornalisti sono stati presentati inoltre l’andamento delle imprese nel territorio messinese riferito all’anno 2023 attraverso i dati statistici, gli elementi caratterizzanti la loro dinamicità, focalizzando anche le criticità del tessuto imprenditoriale locale.

"Ricordo a tutti – ha spiegato il primo cittadino Basile – che già nel 2018, dopo circa trent'anni, l'allora sindaco Cateno De Luca, nel corso dei lavori del Salva Messina, sviluppò tavoli concertativi con le forze imprenditoriali e produttive della città. Per cui la linea dell'Amministrazione comunale, sia prima che oggi, è sempre stata quella del confronto per migliorare la situazione esistente, e non attraverso tavoli di crisi economica, che possono avere un significato reale e costruttivo soltanto a livello nazionale e/o europeo. Siamo sempre aperti al dialogo con tutti, dalle forze impreditoriali e produttive di Messina alle sigle sindacali, per stabilire cosa e dove migliorare. Il nostro tessuto economico cittadino e provinciale mostra, infatti, che, pur in una 'crisi' più generale e di livello globale, si registra un'evidente vivacità come confermato da 716 iscrizioni e 682 cessazioni non d'ufficio. Ogni tre mesi ci confronteremo su questi dati. In provincia hanno chiuso 500 aziende, ma la nostra, e questa è la vera notizia, è la provincia che ha meno problemi di altre. All'interno del dialogo è rilevante il supporto di un monitoraggio redatto da InfoCamere e richiesto dalla Camera di Commercio".

"Su dati e statistiche – ha aggiunto il presidente Blandina – possono innescarsi motivazioni, giudizi e speculazioni di ordine politico, ma il nostro compito, insieme all'Amministrazione comunale, è quello di individuare percorsi e strategie per migliorare sempre di più l'economica cittadina e vi assicuro che è quanto stiamo facendo nella consapevolezza che nel 2023 la nostra economia è mutata non in peggio. I numeri sono utili a sviluppare una strategia, cosa funziona e cosa no, i mercati in crescita e quelli saturi. Il commercio elettronico per esempio ha impoverito il commercio di prossimità, si avanza in determinati settori e si arretra in altri. Il dialogo è partito con la precedente Amministrazione e prosegue con l'attuale".

L'ingegnere Tramontana di InfoCamere ha evidenziato come "questo strumento consente agli attori interessati, come nel caso della pubblica amministrazione, di analizzare il territorio in tempo reale su temi precisi. Il 71% delle imprese nate nella provincia di Messina nel 2018 ha resistito, mentre la media nazionale parla del 64,9%, a conferma di quanto evidenziato oggi. Le imprese più diffuse sono nel commercio, trasporti e alberghi, in calo nel settore dell'agricoltura".

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