Domenica, 21 Luglio 2024
Economia

Benzina e diesel in aumento, quest'estate tornano i rincari: ecco perché

Secondo i dati comunicati dai gestori all'osservatorio prezzi del ministero delle imprese e del made in Italy, con l'aumento medio dei costi ai distributori si è arrestata la discesa iniziata a metà aprile

Il servito sfiora i 2 euro al litro. Dopo mesi di ribassi iniziati a metà aprile, i prezzi per fare rifornimento di benzina e diesel sono in aumento a luglio su tutta la rete stradale e autostradale. Tempo di partenze per le vacanze e di rincari per gli automobilisti, dunque. Diamo un'occhiata ai costi nel dettaglio. Secondo i dati forniti dai gestori all'osservatorio prezzi del ministero delle imprese e del made in Italy, la media nazionale dei prezzi al self service è salita per la benzina a 1,85 euro al litro, mentre per il gasolio a 1,69.

A confermare gli aumenti c'è stata la mossa di Eni che nelle scorse ore è intervenuta sui prezzi raccomandati di benzina e gasolio con +1 e +2 centesimi al litro. Per quanto riguarda il servito di benzina, il costo ha raggiunto 1,985 euro al litro, crescono diesel (1,830) e metano (1,432), mentre calano gpl (0,70) e gnl a 1,248 euro al kg.

Perché gli aumenti tornano quest'estate 2023? Secondo gli analisti, l'aumento dei prezzi alla pompa è dovuto a una fase di rialzo congiunturale, considerando che da inizio anno il Brent è calato di circa un punto arrivando a 79,29 dollari al barile. Il Brent è la tipologia di petrolio maggiormente scambiata nel mondo e presa come riferimento da molte imprese del settore. Il Brent (estratto nel mare del Nord) e il Wti (West Texas intermediate, estratto nel sud degli Stati Uniti) sono le due principali varietà di greggio, i due panieri che vengono presi come riferimento dagli investitori e/o speculatori di tutto il mondo.

I costi di benzina e diesel salgono anche perché cresce la domanda di un maggior numero di veicoli che si spostano sulle principali arterie stradali e autostradali, per motivi di lavoro ma soprattutto per raggiungere le mete di vacanza. E quindi esodi e controesodi estivi spiegherebbero in parte l'incremento dei prezzi, insieme alla congiuntura economica che sebbene in fase di rallentamento non dà segnali netti di una tendenza verso la recessione. La fluttuazione dei prezzi di benzina e diesel è dovuta in parte anche alle incertezze geopolitiche generate in primo luogo dal conflitto russo-ucraino che continuano a destabilizzare il mercato internazionale del greggio.

Ma i prezzi sono più cari anche per effetto del taglio alla produzione di barili, confermati dall'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio. La riunione Opec+ del 4 giugno scorso ha fissato il target di produzione a 40,46 milioni di barili al giorno, livello che verrà esteso fino al 2024.

Fonte: Today.it

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