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Martedì, 6 Dicembre 2022
Economia

Produzione delle nocciole a rischio sui Nebrodi, Ioppolo: ”Rilanciare la battaglia contro l’invasione dei ghiri”

Il presidente chiede il sostegno del nuovo governo regionale: "Occorre una sinergia immediata con le istituzioni sia regionali che nazionali per arginare questo fenomeno che presto non darà scampo alla residua economia di questo territorio"

La bontà delle nocciole è riconosciuta ovunque e in Italia vengono prodotte soprattutto in Piemonte. La Sicilia è tra le prime quattro regioni italiane per noccioleti con i suoi 12 mila ettari, la gran parte dei quali presenti sui Nebrodi. Ma sono lontani i tempi in cui la Perugina arricchiva i suoi preziosi baci con la nocciola nebroidea, cui attingeva in maniera preponderante. Anche perché spesso indicata tra le diverse varietà come la più saporita nelle gare di degustazione al buio. I motivi? A causa di una presenza eccessiva e inarrestabile dei ghiri tra i noccioleti che su circa 9.000 ettari di noccioleti si stima producono un danno annuo che si aggira tra il 70 e 80% dell’intera produzione. Con tanti produttori che abbandonano la produzione.

Ioppolo Enzo-2Il presidente della "Comunità della Nocciola dei Nebrodi”, Enzo Ioppolo (nella foto) riporta alla ribalta il problema che finora non si è affrontato con risultati proficui. Ma che riguarda anche tante zone collinari tirreniche e peloritane come Novara di Sicilia, Tripi, Basicò, fino a vari comuni della Valle dell’Alcantara. Varie sollecitazioni sono state prodotte ai vari uffici preposti dell’Assessorato regionale all’Agricoltura sin dal 2009, segnalando la proliferazione in maniera esponenziale dei ghiri, e nonostante la distribuzione sul territorio di tante cassette trappola, i roditori hanno distrutto le coltivazioni d’annata. In alcune aziende è stata testato l’uso di “dissuasori biodinamici”, sia per i ghiri che per le cimici, ottenendo risultati incoraggianti e meritevoli di maggiore approfondimento e verifica. Il comitato “Nocciolo Patrimonio da Tutelare”, fondato da imprenditori e produttori corilicoli (nocciole), con lo scopo di denunciare la drammatica situazione economica che ha colpito il settore ed é stato chiesto anche il riconoscimento dello stato di calamità naturale per dare sostegno alla lotta degli agricoltori e delle istituzioni locali.

Ioppolo, non intende arrendersi e chiede il sostegno del nuovo governo regionale per riprendere una battaglia per cui non può darsi per vinti. Ma il ghiro non si può neanche catturare o eliminare come selvaggina, a meno di opportune deroghe in emergenza.

“Siamo proprio all’ultima spiaggia, manca il colpo di grazia per ammainare definitivamente bandiera – afferma Enzo Ioppolo – occorre una sinergia immediata con le istituzioni sia regionali che nazionali per fare in modo di arginare questo fenomeno che presto non darà scampo alla residua economia nebroidea, ponendo sulla via del tramonto un settore produttivo di eccellenza per il territorio dei Nebrodi. E non ce lo possiamo permettere per le future generazioni che puntano su tipicità, tradizioni e turismo gastronomico di ottimo livello”.

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