Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

"Il Covid ha frenato la ripresa dell'edilizia", la Filca Cisl tira un bilancio del 2020

Il sindacato analizza i numeri dell'anno che si sta per concludere, a Mistretta i primi lavori del superbonus 110% ma non basta

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Un 2020 difficile, quello per il settore edile. Non bastasse la crisi economica degli ultimi anni, la pandemia Covid ha rallentato quella timida ripartenza che faceva ben sperare. A tracciare un bilancio per il settore delle costruzioni è la Filca Cisl Messina con numeri che evidenziano l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’edilizia. «Con la pandemia – spiega Giuseppe Famiano, segretario generale della Filca messinese - l’80% delle imprese edili ha fatto ricorso alla cassa integrazione e nel 2020 abbiamo registrato 1.278.726 ore  di cassa integrazione per Covid».     I dati a confronto tra 2020 e 2019, nella provincia di Messina, fanno emergere come nel 2020 si sono registrati 6.664 lavoratori occupati, mentre 6.420 nel 2019; le imprese nel 2020 sono state 1.617, mentre nel 2019 sono state 1.681; il monte salari nel 2020 era pari a 43 milioni di euro, mentre nel 2019 ammontava a 45 milioni di euro.

«Questi dati – continua Famiano - sono poco rassicuranti: molti sono i lavori finanziati, appaltati e fermi a causa della burocrazia. Molti sono i cantieri che non riescono a partire a pieno regime». Uno di questi, sottolineano dal sindacato, è quello del porto di Tremestieri, gara aggiudicata nel 2010, poi quello della Nord Sud Santo Stefano di Camastra- Gela, della ex Tecnis al lotto B4 e dei depuratori.  «Due esempi – aggiunge – che fanno rimanere Messina sempre al confine per la mancanza di infrastrutture e l’assenza di progettualità, che frenano lo sviluppo del territorio. Il più delle volte la mancata progettazione contribuisce alla perdita di finanziamenti, in quanto molti uffici tecnici sono carenti di personale e sprovvisti di figure competenti per la realizzazione dei progetti. Molti tecnici hanno un incarico a scavalco in più Comuni e si occupano solo di ordinaria amministrazione, trascurando la progettazione di opere straordinarie, che possono essere senz’ombra di dubbio risorse per il nostro territorio». Le speranze del settore sono rivolte anche ai Bonus previsti. «A Mistretta – dice il segretario della Filca - è partito il primo cantiere che utilizza il superbonus del 110% e speriamo che diventi strutturale e venga allargato ad un maggior numero di tipologie di edifici. La proroga del superbonus fino al 2023 comporterebbe un incremento degli interventi di ristrutturazione degli immobili, di efficienza energetica ed antisismici». E la Filca Cisl di Messina lancia la proposta di costituire un tavolo tecnico presso la Prefettura per verificare se le imprese, che eseguono lavori con il superbonus 110% utilizzino lavoratori in nero.
«Risulta, infatti, che nei cantieri, sia privati che pubblici, il 70% dei lavoratori è in nero e ciò significa che in media un lavoratore in nero è presente in ogni cantiere – conclude Famiano  - e gioca a favore dei datori di lavoro la mancanza di controllo da parte degli organi ispettivi, che non dispongono di sufficienti risorse economiche e di personale»

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