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Martedì, 7 Febbraio 2023
Economia

Manovra di Natale, dopo Pos e pensioni minime cambiano mutui e congedo parentale

Il governo ha cambiato rotta su più punti dopo i rilievi dell'Ue. Novità in vista per chi deve compare casa e per i neo papà. Ancora aperta la discussione sul pensionamento con la formula "Opzione donna". Il testo della legge di bilancio non è ancora definitivo. Cosa succede nelle prossime ore

Sono ore frenetiche per il governo, impegnato a definire la legge di bilancio. La prima finanziaria targata Meloni nelle ultime ore è stata rivista in modo significativo. Sono state modificate le norme previste nella prima scrittura sul pagamento col pos, su cuneo fiscale, sulle pensioni minime, sul Superbonus. Ma non solo, anche su mutui e congedo parentale le cose nelle ultime ore sono cambiate. Resta aperto il tema delle pensioni con la formula "Opzione donna". E altro potrà ancora cambiare, dal momento che la commissione Bilancio torna a riunirsi alle 10 di oggi 19 dicembre.

I paletti dentro cui si muove l'esecutivo sono diversi: il primo è rappresentato dalle risorse. Sono poche. Il secondo sono i tempi, la tabella di marcia è serrata e non è scontato che sia rispettata. Terzo punto, come detto, i rilievi della Commissione Europea.

"Il problema sono le coperture"

"Il mio problema sono le coperture". Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, più chiaro non potrebbe essere. La maggior parte delle risorse a disposizione andrà per le norme contro il caro energia per aiutare famiglie e imprese, l'innalzamento delle pensioni minime ha assorbito altri fondi. Per il resto c'è ben poco. "In questi giorni ho visto tanti provvedimenti che mi sarebbe piaciuto adottare ma non avevo le coperture necessarie", le parole del titolare del Mef.

Manovra, a rischio l'ok per Natale 

La commissione Bilancio della Camera si riunisce dalle 10 di lunedì 19 dicembre, ma i lavori dovrebbero entrare nel vivo solo a metà pomeriggio e soprattutto in serata, con convocazione fino a mezzanotte. Le opposizioni iniziano a dire che il voto finale in commissione sulla manovra emendata potrebbe slittare a martedì e soprattutto che "il testo non verrà approvato in Aula alla Camera prima di Natale". Per le 17 di lunedì 19 è fissato il termine per i subemendamenti. Nel corso della giornata sono in calendario dei bilaterali tra i gruppi parlamentari e tecnici del Mef per capire quali emendamenti potranno trovare spazio o meno.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al termine della seduta della commissione Bilancio della Camera di ieri sera, si è detto "fiducioso" in merito al voto della manovra emendata a Montecitorio entro Natale. Ottimismo gelato dalla capogruppo del Pd Debora Serracchiani: "Presumibilmente il mandato al relatore non ci sarà prima di martedì alle 10. Io non sono convinta che il voto finale sulla manovra lo avremo prima di Natale".

Il peso dei rilievi Ue

La Commissione Europea si esprime sui documenti programmatici di bilancio (Dpb) dei Paesi dell'eurozona. In generale, il giudizio della Commissione Ue sull'ultimo Dpb italiano in vista del 2023 è positivo, ma "il documento programmatico di bilancio comprende misure che non sono conformi a passate raccomandazioni specifiche". Le sottolineature dell'Ue sono per l'innalzamento al tetto del contante da 2.000 a 5.000 euro nel 2023; la cancellazione dei debiti fiscali pregressi fino a 1.000 euro relativi al periodo 2000-2015; la possibilità di rifiutare il pagamento elettronico tramite i Pos per importi inferiori a 60 euro senza incorrere in sanzioni; il rinnovo nel 2023 dei regimi di accesso anticipato alla pensione in scadenza a fine 2022, con inasprimento dei criteri di età, ossia Quota 103.

Dopo questi rilievi il governo è intervenuto, modificando anche in modo significativo alcuni punti.

La "nuova" Manovra: tutte le novità

Cosa è cambiato dopo le parole dell'Ue? Ecco i punti su cui il governo ha cambiato linea:

  • Si potrà continuare a pagare con il bancomat anche il caffè. Il governo ha eliminato la soglia di 60 euro entro la quale i commercianti avrebbero potuto rifiutare di usare il Pos. Ora si studiano ristori per gli operatori che avranno l'onere delle commissioni. 
  • Si allarga la platea (da 20mila a 25mila euro di reddito) per il taglio di tre punti del cuneo fiscale.
  • Salgono a 600 euro le pensioni minime per gli over 75. C'è l'indicizzazione piena per le pensioni 5 volte la minima. 
  • Il Reddito di cittadinanza sarà per 7 e non 8 mensilità nel 2023, e aumenta da 6mila e 8mila euro la soglia massima per l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali per chi assume a tempo indeterminato i beneficiari del sussidio. 
  • Viene prorogata al 31 dicembre la Cilas per il Superbonus al 110%. 

Novità per i mutui

Le modifiche fin qui elencate non sono le sole. Nella manovra si ripristina la vecchia norma del 2012 che permette per i contratti di mutuo ipotecario di tornare dal tasso variabile al fisso. 

Cambia anche il congedo parentale

Nella tarda serata di ieri è stata ufficializzata anche la modifica del meccanismo del congedo parentale. Giorgetti ha annunciato che il governo ha "previsto l'aumento all'80% indennità del congedo parentale ricondotta ai genitori in via alternativa". Possono usufruirne quindi anche i padri. Inizialmente non era così e il governo ha tolto questa "incongruenza", termine usato da Giorgetti stesso. "Abbiamo poi incrementato la maggiorazione della misura dell'assegno unico universale riconosciuto a nuclei con 4 o più figli", ha aggiunto. "Introdotta anche misure per escludere borse di studio destinate a studenti universitari con disabilità dal computo reddituale, estendendo i beneficiari", ha detto.

Addio alla norma "salva calcio"

Viene eliminata anche la norma "salva calcio". "La vicenda del calcio, come più volte ribadito, verrà trattata come tutti gli altri debiti di tutte le altre imprese, con stesse condizioni per i debiti fiscali. Per quelli previdenziali il pagamento verrà fatto entro la data definita pena l'avvio delle procedure previste", ha chiarito Giorgetti.

"Opzione donna" che fine farà?

Resta il nodo di "Opzione donna". Oggi questa formula permette il pensionamento, con il ricalcolo contributivo dell'assegno, alle lavoratrici in possesso di 58 anni d'età (59 se “autonome”) e 35 anni di contributi.

L'idea iniziale di limitare l'anticipo pensionistico a tre sole categorie di lavoratrici (caregiver, disoccupate e invalide al 75%), vincolandolo ai figli, è apparso subito penalizzante per le altre, con anche rischi di incostituzionalità. Diverse le correzioni spuntate lungo il percorso, ma con problemi di realizzabilità per le coperture.

Il Pd spinge per l'eliminazione della variabile figli, la previsione della soglia anagrafica a 59 anni (e 35 di versamenti) e l'uscita a 58 per chi ha i requisiti dell'Ape sociale. Tra le ultime ipotesi c'è quella di fissare l'età a 59 anni, consentendo l'uscita a 58 solo per le tre categorie. 

Fonte: Today.it

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