Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia

Disoccupazione ma non si trovano lavoratori da assumere, anche a Messina crisi degli imprenditori

Mancano cuochi, camerieri e autotrasportatori. A fotografare il paradosso la Cgia di Mestre: nessuno risponde agli annunci o non sono preparati. I dati per area geografica

Disoccupazione? Vero alle stelle. Soprattutto al Sud. Eppure se gli imprenditori cercano cuochi, camerieri o autotrasportatori a Messina non trovano nessuno. Un paradosso fotogragata dall'Ufficio studi della Cgia  - sui risultati emersi dall'indagine condotta sulle entrate programmate dagli imprenditori a gennaio 2020 dall'Unioncamere-ANPAL, Sistema informativo Excelsior. Ne veene fuori, a livello nazionale, che il 32,8 per cento delle assunzioni previste sono di difficile reperimento a causa dell'impreparazione dei candidati o, addirittura, per la mancanza degli stessi. Su poco meno di 500 mila assunzioni previste a gennaio di quest'anno, il 32,8 per cento degli imprenditori intervistati ha segnalato che, probabilmente, troverà molte difficolta' a "coprire" questi posti di lavoro (poco piu' di 151.300), di cui il 15,7 per cento a causa della mancanza di candidati (poco meno di 72.500) e un altro 13,8 per cento per la scarsa preparazione (circa 63.700). "L'offerta di lavoro si sta polarizzando - afferma il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - da un lato gli imprenditori cercano sempre piu' personale altamente qualificato, dall'altro figure caratterizzate da bassi livelli di competenze e specializzazione. Se per i primi le difficolta' di reperimento sono strutturali a causa anche dello scollamento che in alcune aree del Paese si e' creato tra la scuola e il mondo del lavoro, i secondi, invece, sono profili che spesso i nostri giovani rifiutano e solo in parte vengono coperti dagli stranieri".

Al Nord si cercano informatici e progettisti

A livello provinciale le situazioni piu' problematiche emergono a Nordest. Se nella provincia di Gorizia il personale di difficile reperimento incide per il 48,1 per cento sul numero delle assunzioni previste, a Trieste e' il 45,5, a Vicenza il 44,6, a Pordenone il 44,2, a Reggio Emilia il 42,7, a Treviso il 42,3 e a Piacenza il 40,5. Le figure professionali maggiormente richieste al Nord e che la domanda non riesce a soddisfare sono i tecnici informatici, gli addetti alla vendita e gli esperti in marketing, i progettisti, gli ingegneri, i cuochi, i camerieri, gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici.

Sebbene al Sud la difficolta' di "coprire" le opportunita' lavorative offerte dalle aziende e' ovviamente inferiore a quella presente nel Centro-Nord, la percentuale media di difficile reperimento e' comunque al 27,5 per cento, con punte del 35,7 per cento a Chieti, del 34,4 per cento a Teramo, del 32,5 a Siracusa, del 32,2 a Potenza, del 31,7 a Taranto, del 31,6 a L'Aquila e del 30,6 a Cagliari.

Le professioni difficili da reperire

Analizzando l'elenco delle professioni di difficile reperimento, emerge che in tutte le principali province del Sud (Bari, Catania, Caserta, Foggia, Lecce, Messina, Napoli, Palermo e Salerno), le imprese faticano a trovare sul mercato cuochi, camerieri, altre professioni dei servizi turistici e, in particolar modo, conduttori di mezzi di trasporto, ovvero gli autotrasportatori. Una cosa che fino a qualche decennio fa era impensabile. Da qualche anno, invece, i giovani non vogliono piu' fare gli autisti di mezzi pesanti, sia perche' il costo per ottenere la patente C o D e la "Carta di Qualificazione del Conducente" (CQC) ha una dimensione importante che oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro, sia perche' e' una professione estremamente faticosa. Alle ore di guida spesso si accompagnano anche quelle necessarie per compiere le operazioni di carico e scarico della merce trasportata. La difficolta' di trovare degli autisti di mezzi pesanti e' una delle tante contraddizioni che caratterizzano questo settore che, ricordiamo, negli ultimi 10 anni ha perso quasi 25 mila padroncini, anche se oggi fatica a reperire, persino al Sud, giovani disponibili a mettersi alla guida di un Tir come dipendenti. Piu' in generale, comunque, il nostro mercato del lavoro presenta un grande paradosso che non e' riscontrabile tra i nostri principali competitors presenti in Europa. Pur avendo un numero di diplomati e di laureati tra i piu' bassi di tutti i paesi UE, gli occupati sovraistruiti presenti in Italia sono poco meno di 6 milioni, il 24,2 per cento degli occupati totali e il 35 per cento degli occupati diplomati e laureati. Negli ultimi anni questo fenomeno e' aumentato per 2 ordini di motivi: pur di lavorare molte persone hanno accettato una occupazione meno qualificata del titolo di studio conseguito; "mismatch" (disallineamento) esistente tra le competenze richieste e quelle possedute. Questa specificita' provoca un forte disinteresse e una scarsa motivazione per il proprio lavoro che ha delle ricadute molto negative sulla produttivita' del sistema economico. Un risultato che e' anche ascrivibile al fatto che in Italia, pur avendo pochi laureati, la maggioranza lo e' in materie umanistiche o sociali difficilmente spendibili nel mercato del lavoro, mentre abbiamo un numero insufficiente di laureati in materie scientifiche (matematica, fisica, chimica, etc.) che, invece, sono ricercatissimi, soprattutto dalle nostre medie e grandi imprese.

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