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La Casa di Henriette, Barrilà senza segreti alla libreria Bonanzinga

Il romanzo autobiografico che racconta anche un secolo e mezzo di Messina. Presentazione e dibattito con l'autore

Messina prima del terremoto

Un ragazzino della periferia, che scopre il mare a pochi passi da casa quando è già adolescente. Che capisce presto perché tanti lavori dalle sue parti si chiamano travagghiu, che si allena alla vita con risse alla fontana dove le donne attingevano l’acqua, ché quella corrente nelle case era una sciccheria che non gli apparteneva.

Un ragazzino, orfano di padre, che trova nell’incontro con la prostituta Marisa e ancora di più in quello casuale con Henriette -  una bambina morta “ma assai più viva di tutti coloro che mi circondavano” – la possibilità di dilatare uno spazio mentale che sarà determinante nella sua vita di adolescente, poi in quella dell’uomo e infine in quella del professionista.

E’ una vicenda autobiografica “La casa di Henriette” dello psicoterapeuta adleriano Domenico Barrilà, che ha debuttato pochi giorni fa a Milano, suscitando curiosità ed entusiasmo, e che sarà presente a Messina, alla libreria Bonanzinga di via XXVII luglio 78, domenica 8 dicembre alle ore 18.

Henriette-2Sarà l’occasione per un confronto diretto con il messinese illustre e autore di una ventina di saggi tradotti in moltissimi paesi, che per la prima volta dà alle stampe, con Sonda Editore, un commovente romanzo sul rapporto che lo lega alla sua città, geneticamente mutata dopo il terremoto del 1908. Un evento che spense in una notte, anzi in pochi secondi, il sogno alimentato dalla seconda rivoluzione industriale nata proprio insieme ad Henriette, di vedere la città protagonista e vitale grazie anche ad una natura accogliente, qualità alla base di tutti i progressi compiuti dal genere umano.  

C’è un concentrato di vite in questo romanzo, che potremmo condensare nel sostantivo “umanità”, visto con gli occhi di chi ha saputo elaborare i suoi incontri spingendosi sino ai confini della vita e oltre. Uno spaccato che abbraccia un secolo e mezzo raccontato da un uomo capace di conferire - dove tanti altri si girano dall’altra parte - quella dignità senza la quale l’ umanità collassa. Un'attitudine che nasce solo nel cuore e nella mente di persone che si sono annidati nella vita stessa e che per questo la considerano degna di essere amata con le migliori energie anche dove sembra non meritarlo. 

“La casa di Henriette” è il racconto di un passato, il nostro passato di messinesi, non tanto remoto che aiuta – come solo i grandi romanzi sanno fare - a guardare dentro di noi, a comprendere che non siamo immortali, a pensare con maggiore considerazione le attese di chi sceglie di migrare, ma che soprattutto aiuta a riconoscere nella memoria, nelle radici, il valore su cui si fonda la storia dell’Europa e di chi l’ha abitata.

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