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Quell'alba maledetta del 1908, Lucio Villari su Rai3 il terremoto di Messina

Il sisma distrugge due città. È il più grande della storia mondiale. Nel programma Passato e Presente, l'analisi dei fatti e le conseguenze sociali e politiche che hanno reso questo terribile episodio una data spartiacque della storia italiana

Quella notte era comnciata come una notte qualunnque. Versa le 22 il telefonista ErnmanueleTasquer, in servizio notturno alla sede della Posta in piazza Garibaldi, avverte su una lievissima scassa di terremoto, un fremito appena percettibile, niente da far presagire la tragedia che incombeva sulla città.?  Quella sera, tanti messinesi fanno  le ore piccole: al Teatro c'è un'Aida eccezionale. 

E' l'alba del 28 dicembre 1908 quando una scossa del settimo grado della scala Richter fa tremare la terra tra Messina e Reggio Calabria. Il sisma devasta le due città. È il più grande terremoto della storia italiana, uno dei più devastanti della storia mondiale.

Una tragedia raccontata dal professor Lucio Villari con Paolo Mieli a "Passato e Presente", il programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Le notizie dell'accaduto arrivano a Roma solo la sera del 28 dicembre. Il governo in carica, presieduto da Giovanni Giolitti, si mobilita immediatamente, ma il disastro ormai è avvenuto. Le vittime saranno oltre centomila. Navi russe e inglesi, di stanza nel Mediterraneo, si precipitano a portare soccorso. Nei giorni successivi, da ogni parte del mondo arrivano aiuti, viveri, vestiti, denaro. Ci vorranno anni affinché le due città possano risollevare la testa. Insieme al professor Villari l'analisi dei fatti e le conseguenze sociali e politiche che hanno reso questo terribile episodio una data spartiacque della storia italiana.

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