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Capodoglio spiaggiato a Capo d'Orlando, la biologa Monica Blasi: “Sos per le Eolie, la rotta più importante”

La presidente del Filicudi WildlifeConservation lancia l'allarme sull'isola preferita dai giganti del mare. “Nell'arcipelago non c'è neanche un'area protetta”. Intanto parte il progetto per il recupero e il soccorso delle tartarughe marine

La biologa Marina Blasi e il suo gruppo di lavoro

Monica Blasi è una biologa marina romana. Ma passa la sua vita a proteggere i fondali delle Eolie. Ne ha visti di animali feriti, è abituata ormai a soccorrere in particolare le tartarughe impigliate nella plastica, o che l’hanno mangiata scambiandola per meduse.

Stavolta però è davvero più che in allarme: “La situazione diventa sempre più drammatica. Dopo i capodogli spiaggiati a Cefalù e a Palermo (nella foto di Andrea Calascibetta), un'altro giovane esemplare, ancora senza denti, una femmina, è stata trovata vicino Capo d'Orlando”. 

Causa della morte? Quasi sicuramente ancora la plastica come per i primi due, ma andrà valutato da parte degli esperti che in questi giorni si stanno occupando di effettuare la necroscopia.

Monica Blasi, a Filicudi, il suo regno dalla fine di marzo a novembre, è presidente del Filicudi WildlifeConservation e gestisce il primo soccorso per le tartarughe marine di Filicudi e attività di educazione ambientale anche per i più piccoli. 

Le isole Eolie – che ha scelto come seconda casa - e la costa nord Siciliana, sono importanti aree di alimentazione e rotte migratorie per il capodoglio con il passaggio di diversi gruppi, non solo maschi solitari (in genere giovani) ma anche femmine con piccoli e gruppi misti tra maschi e femmine (in particolare unità sociali e clusters). Dal 2013 WildlifeConservation  ha registrato il passaggio di ben 42 capodogli in questa zona. Di questi 42 esemplari sono riusciti a fotoidentificare 22 capodogli, catalogati con un codice, un nome e altre caratteristiche. 

“Riteniamo che l’area – spiega Monica - sia anche una potenziale area di riproduzione per la specie. Se non la finiamo di distruggere gli habitat scompariranno presto. Le isole Eolie andrebbero tutelate anche per questo! E invece neanche un'area marina protetta...”.

Greenpeace e The Blue Dream Project hanno raccolto l’allarme lanciato dal mare e dalle sue creature con il Tour “Mayday Sos Plastica”: una spedizione di ricerca, monitoraggio e documentazione sull’inquinamento da plastica presentata ad Ostia nel corso di una conferenza stampa (https://mayday.greenpeace.it).

Il tour si concentrerà nel Mar Tirreno Centrale, un’area marina di particolare importanza per il patrimonio di biodiversità e potenzialmente esposta a fenomeni di accumulo di materie plastiche. La spedizione, della durata di tre settimane, toccherà sia alcune aree marine protette (Ventotene, il Regno di Nettuno-Ischia, Tavolara-Punta Coda Cavallo, Arcipelago Toscano) che zone fortemente colpite dall’inquinamento e si concluderà l’8 giugno all’Argentario, in occasione della Giornata mondiale degli Oceani.

I ricercatori del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padova hanno presentato oggi uno studio preliminare da cui emerge che in Italia si spiaggiano in media 150-160 cetacei l’anno. Per un 30 per cento dei soggetti le cause di morte sono direttamente legate ad attività antropiche, prime tra tutte il traffico marittimo e la pesca. In aumento, però, le evidenze della contaminazione da plastica, ormai ubiquitaria nel Mediterraneo, che può compromettere seriamente la salute degli animali. 

Intanto è partito anche il progetto "TartaNet Eolie" promosso proprio dall'associazione Filicudi Wildlife Conservation e supportato da Aeolian Islands Preservation Fund e Blue Marine Foundation. "Il progetto - spiega Monica Blasi - mira a promuovere il recupero e soccorso delle tartarughe marine nell'area eoliana attraverso una serie di azioni concrete di educazione ambientale, di divulgazione e una campagna informativa che parte dai bambini delle scuole fino ad arrivare ai diportisti e pescatori che navigano tra le isole, consentendo un miglioramento delle attività di recupero e soccorso delle tartarughe marine in queste acque e dando informazioni di base sulla biologia, ecologia e problematiche di questi animali".

Il progetto oltre a sostenere un ciclo di lezioni sulle tartarughe marine per i bambini delle scuole primarie e medie di tutte le isole Eolie ha prodotto del materiale informativo e un breve documentario, per spiegare le manovre di recupero e soccorso delle tartarughe in difficoltà e facilitare le operazioni di soccorso. Primi appuntamenti per i bambini: il 22 maggio nella scuola di Panarea, il 23 maggio nella scuola di Stromboli, il 3 giugno nell'istituto Comprensivo Lipari 1 e il 4 giugno nella piccola scuola di Alicudi.

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