Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Il bluff delle borse di studio, emanati bandi senza copertura finanziaria

Oggi audizione in quinta commissione dove si scopre che da quattro anni il fondo statale è stato azzerato. Le reazioni

Esplode la protesta sui fondi azzerati per le Borse di studio. Dopo la protesta degli studenti in presidio permanente all'Ersu di Palermo, anche la politica scopre che il fondo nazionale è stato azzerato alla fine del 2015 mentre la Regione continuava ad emanare i bandi. Risultato, un piccolo esercito di studenti delusi che attendono inutilmente il pagamento delle borse di studio e invocano più fondi per l'istruzione e il diritto allo studio.

Oggi l'ennesima delusione in Quinta Commissione in cui si è tenuta l’audizione con i dirigenti dell’assessorato Pubblica Istruzione per capire i ritardi dei pagamenti.

“Abbiamo chiesto audizione in quinta commissione - spiega il deputato regionale Danilo Lo Giudice - al fine di accelerare i pagamenti ai comuni, che attualmente hanno ricevuto l’annualità 2013/14, per consentire così alle famiglie di poter ricevere questa importante boccata di ossigeno.” 

E qui è arrivata la doccia fredda. “Ci è stato comunicato invece - continua Lo Giudice che è anche primo cittadino di Santa Teresa di Riva - che già da 4 anni con la legge nazionale 208 del 2015 è stato azzerato il fondo, ma nonostante ciò la Regione Siciliana ha continuato ad emanare i bandi senza avere alcuna copertura finanziaria e conseguentemente i comuni hanno predisposto le relative graduatorie, per scoprire solo adesso che queste somme (circa 12 milioni annui) non ci sono.”

“Una vicenda assurda - conclude Lo Giudice - e mi auguro che il Governo Nazionale ripristini questo fondo”.

Borse di studio, Lagalla: “Coperto il 70 per cento delle richieste”

Sui “bandi-farsa per le borse di studio degli alunni siciliani” e le “graduatorie inutili, tanto non ci sono i soldi” anche i deputati regionali del Movimento 5 Stelle e componenti della commissione Cultura, formazione e lavoro all’Ars, Nuccio Di Paola, Giovanni Di Caro, Roberta Schillaci e Giampiero Trizzino, dopo aver appurato, durante la seduta di oggi, il grave problema. 

“Le borse di studio per gli alunni delle scuole siciliane sono l’ennesima farsa del governo Musumeci - spiegano - non sono mai stati stanziati i 36 milioni di euro necessari per finanziare il sussidio per i circa 85 mila studenti delle scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado che ne hanno fatto richiesta negli ultimi tre anni. Ci sono le graduatorie degli aventi diritto, ma sono un bluff, perché non c’è alcuna copertura finanziaria. In pratica le famiglie sono state prese in giro”. 

“Abbiamo intanto appurato che c’è un gravissimo ritardo nell’erogazione delle borse di studio degli anni scolastici 2014-15 e 2015-16, per 12 mln € ogni anno. A quanto pare i contributi verranno pagati alle famiglie entro dicembre di quest’anno. Ma la cosa molto più grave è che le borse di studio degli ultimi tre anni scolastici sono totalmente prive di copertura finanziaria. Fino al 2016 venivano erogate dallo Stato, nello stesso anno il governo nazionale ha bloccato questa misura e nessuno nella nostra Regione ha pensato a sopperire a questa mancanza, come hanno fatto invece altre Regioni. Il risultato è che mancano 36 milioni di euro, 12 per ciascun anno scolastico, per finanziare le borse di studio per le quali invece sono state compilate le graduatorie degli aventi diritto, come se niente fosse, come se ci fossero le somme necessarie. Un fatto assurdo, che penalizza i siciliani e che rappresenta l’ennesima vergogna di un governo-farsa. Forse Musumeci sperava che nessuno si accorgesse di questa anomalia?”, concludono i deputati. 

Presa di posizione anche da parte di Marianna Caronia. "Dopo aver chiesto al Governo di attivarsi per sbloccare oltre 50 milioni di fondi destinati ai giovani siciliani e fermi dal 2014 - ricorda Caronia - l'assessorato anche per bocca dell'assessore Lagalla aveva assunto impegni formali anche se aveva cercato delle scusanti: prima adducendo una presunta carenza di personale e poi scaricando la responsabilità sui Comuni. Oggi si scopre che non solo quelle scuse erano infondate ma che per ben tre anni la Regione ha emanato dei bandi del tutto illegittimi, perché privi di copertura finanziaria già dal 2016. A questo punto sorgono diversi problemi, tutti politici: cosa ha fatto l'assessore Lagalla quando ha partecipato alle Conferenze Stato-Regioni? Si è accorto o no che gli mancavano a bilancio oltre circa 10 milioni annui? O forse l'erogazione delle borse di studio non rientra fra le priorità del Governo?".

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