Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Il caso Croce in aula, Russo: "Faccia uno spontaneo passo indietro di dignità e rispetto per la città”

Consiglio comunale chiamato oggi ad esprimersi sulla possibile decadenza dell'ex candidato a sindaco del centrodestra. L'invito del Pd e di Alessandro Russo che in caso di decadenza potrebbe prendere il suo posto

Consiglio comunale chiamato oggi ad esprimersi sulla possibile decadenza di Maurizio Croce dopo la delibera proposta dal presidente del Consiglio Nello Pergolizzi.

Star alle 13.30 con all’ordine del giorno la “Contestazione al Consigliere Maurizio Croce delle cause di ineleggibilità e/o incompatibilità sopravvenuta di cui agli articoli 9 e 10 della Legge regionale 31/1986″.

In caso di decadenza potrebbero rientrare Alessandro Russo, del Partito democratico o Sebastiano Tamà, di Forza Italia.

Ieri il Pd ha nuovamente invitato Croce a dimettersi per non infliggere “uno stillicidio di tempi tecnici” alla città.

“Ferma restando l’autonomia di valutazione di ogni singolo consigliere comunale, rispetto al quale non è opportuno né giusto esercitare alcuna pressione o sollecitazione, va sottolineato come, a differenza di quanto dica o affermi Maurizio Croce in queste settimane, sono stati i suoi stessi comportamenti a qualificarlo come incompatibile alla carica di Consigliere Comunale – si legge nel comunicato - Ci riferiamo non tanto e non solo a tutti i circostanziati riferimenti normativi indicati nella proposta di delibera quanto al suo approccio ad una carica che gli è derivata dall’aver capeggiato una delle coalizioni perdenti alle amministrative. Il numero straordinario di assenze prodotte e la sostanziale inattività di Croce lo qualificano come inadeguato ad un ruolo che richiede passione, impegno, continuità. Domani, il Consiglio Comunale potrà avviare a conclusione una storia che segna la distanza tra rappresentanti e rappresentati, ma forse Croce ha un’opportunità invece di esporre sé stesso, il civico consesso e la città tutta ad uno stillicidio di tempi tecnici, osservazioni, ricorsi e controricorsi: tragga egli stesso le conclusioni di questa poco edificante esperienza e si dimetta, come già gli era stato chiesto dal PD qualche mese fa. La città ha bisogno di consiglieri che, consapevoli dell’alto valore della propria funzione, la esercitino con costanza e determinazione”.

Sulla vicenda anche Alessandro Russo, che dopo la sentenza del tar di Catania sul ricorso da lui proposto ad ottobre del 2022, potrebbe prendere il suo posto e tornare a sedere negli scranni comunali.

“Negli scorsi mesi si è fatto un gran parlare, sulla stampa e sui social, di ipotesi varie: dimissioni, incompatibilità, assenteismo e chi più ne ha, più ne metta. Ho avuto modo in queste ore di leggere la delibera che andrà in discussione tra un giorno e sarei ipocrita se non ammettessi un evidente interesse alla sua approvazione. Il perché è presto detto: dal momento della presentazione di questa delibera si riconosce in me un diritto fondamentale di natura costituzionale a subentrare in caso di decadenza di Croce. Non è dubbio, infatti, che dalla decadenza di Croce — a seguito delle chiarissime motivazioni della sentenza del Tar di Catania sul ricorso da me proposto nello scorso ottobre 2022 — deriva il mio diritto soggettivo a subentrare in sua surroga”.

Per Russo, il consiglio comunale “è chiamato a votare in piena libertà e autonomia, attento a dover essere scevro da condizionamenti politici e di partito” richiamando al senso di responsabilità ogni singolo componente: “Non lo spirito di coalizione, non lo spirito di parte, non lo spirito di partito, non l’amicizia o la vicinanza devono essere valutate in questo voto. Ma la legittimità della composizione dell’organo”, scrive, perché si tratta di una delibera che “attiene alla legittimità stessa della composizione dell’organo consiliare stesso, un atto di garanzia del processo democratico e come tale dovrebbe essere valutata alla luce delle sole ragioni normative che la motivano, così come proposte nel testo e come vagliate dal parere di legittimità del segretario generale del Comune, massimo organo di garanzia dell’aula e del Comune stesso. Non è questa la sede di addentrarmi in valutazioni politiche, che pure si possono e debbono fare, laddove a solo titolo di esempio si consideri che il seggio assegnato al candidato sindaco "miglior perdente" è un seggio che viene riconosciuto non come concessione gratuita o un regalo di cui disporre a proprio piacimento, bensì per onorare l’esito delle urne, e quindi la rappresentanza democratica della minoranza d’aula, circostanze queste che non si sposano bene con il 99% di assenze ai lavori d’aula dal primo giorno di insediamento. Ripeto: non è questa la sede delle valutazioni politiche. Preferirei oggi affidarmi al senso di rispetto delle istituzioni e del voto democratico di chi è coinvolto direttamente nella vicenda affinché si accenda la scintilla che faccia comprendere come è impossibile e inopportuno occupare ancora in questi termini le istituzioni e gli incarichi pubblici e come è opportuno invece fare uno spontaneo passo indietro di dignità e di rispetto nei confronti della città”.

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