Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Incendi in Sicilia e attacco di Schifani sullo stato d'emergenza negato, Musumeci convoca le due Protezioni civili

Tensione sull'asse Roma-Palermo, il presidente della Regione infuriato. Il ministro annuncia: "Ho convocato per mercoledì a Roma un vertice nel tentativo di trovare una possibile soluzione"

"Ho convocato per mercoledì a Roma i direttori dei dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale per un riesame della pratica relativa agli incendi estivi in Sicilia, nel tentativo di trovare una possibile soluzione". Sono le parole del ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare, Nello Musumeci, in merito al mancato riconoscimento da parte del Dipartimento nazionale di Protezione civile dello stato di emergenza per gli incendi che hanno colpito la Sicilia nello scorso luglio.

Un "no" che ha fatto infuriare il presidente della Regione, Renato Schifani ("Non è questo lo Stato in cui mi riconosco", ha tuonato) che è tornato così ad attaccare il governo dopo la vicenda dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto poi rientrata.  Musumeci ha aggiunto: "I due direttori, Fabrizio Curcio e Salvo Cocina, già da agosto si confrontano sul tema ma senza trovare un'intesa, mi riferiscono gli uffici romani, per carenza di documentazione da parte della Regione. Diverso invece il discorso sulle altre calamità: solo nel 2023, infatti, all'Isola sono state destinate da Roma risorse per circa 94 milioni di euro. Il difetto sta nella relativa norma del Codice di Protezione civile, che va rivista, assieme ad altri adeguamenti. Ci stiamo lavorando e presto la cambieremo".

Le reazioni

"Incredibile ma vero, Schifani chiede a Roma lo stato di emergenza dopo i 6 morti e gli infiniti danni a seguito degli incendi, e Roma sbatte la porta in faccia - è la presa di posizione dell'onorevole Ismaele La Vardera di Sud chiama Nord -  Il documento che sono in grado di mostrarvi prova ciò, e la beffa è che la risposta arriva dalla Protezione Civile che fa riferimento proprio a Nello Musumeci ex governatore siciliano. Una bocciatura allucinante che dimostra come lo stesso Governo si sia lavato le mani e abbia lasciato sola la Sicilia. Come risponde  Schifani a questo documento che isola ancora di più il suo Governo e che dimostra come Roma abbandoni la Sicilia. In soldoni avete subito danni vedetevela voi. In questa finanziaria - continua La Vadrea - rivendico di aver inserito la mia quota di 300 mila euro per chi ha subito danni e ha perso tutto, e solo allora il Governo capendo che non poteva non fare nulla ha aggiunto 2,7 milioni di euro. Troppi pochi per arrivare ad aiutare tutti, solo con l’Intervento di Roma si potevano ristorare tutte quelle famiglie che hanno perso la loro casa, e che da mesi non hanno più nulla così come la famiglia Meli. Siamo di fronte ad una crisi con Roma conclamata, Schifani prenda atto che Roma ha dimenticato la Sicilia e i siciliani”.

Così in una nota i parlamentari del Pd Anthony Barbagallo e Antonio Nicita: "Già ad ottobre avevamo denunciato la discriminazione operata dal governo Meloni nei confronti della Sicilia e il mancato riconoscimento dello stato di calamità conseguente agli incendi. Con mesi di ritardo oggi assistiamo alla confessione di Musumeci e al solito intollerabile scaricabarile. La verità è che la Sicilia e i siciliani non trovano spazio nell’agenda del governo. Da luglio solo comunicati e promesse di intervento ma nessun atto concreto. Anzi il governo Meloni bocciava a più riprese le nostre proposte per intervenire finanziariamente. Che differenza con la solerzia, giusta, per ristorare i danni nelle altre regioni. Solo oggi, cioè 6 mesi dopo i roghi, Musumeci convoca un tavolo tra gli uffici di Roma e Palermo. Solo oggi, ripetiamo 6 mesi dopo i roghi, Schifani si indigna e si ricorda di essere al governo della Sicilia".

"C’è da sperare che, una volta svegliatosi - continuano - il governatore non conceda il bis rispetto alla vicenda dello scippo per i fondi del fsc e che, dopo le bellicose dichiarazioni, non si appiattisca ubbidiente ai desiderata di Roma e del governo centrale. Intanto da sei mesi la Sicilia aspetta. Aspettano le aziende danneggiate, aspettano i comuni, aspettano le famiglie che hanno perso la casa. Ma certo, non c’è fretta. Alla fine parliamo solo della Sicilia”.

Va giù duro anche il capogruppo del M5S all'Ars Antonio De Luca e il collega, coordinatore regionale M5S, Nuccio Di Paola, che commentano il "no" da parte di Roma, e quindi di Musumeci, che ha la delega alla Protezione Civile, allo stato di emergenza nazionale per gli incendi di questa estate che hanno causato morti e messo in ginocchio famiglie e imprese. “E' l'ennesimo schiaffo alla Sicilia da parte di un governo nazionale che, con l'inerzia complice di Schifani, sta distruggendo al Sicilia - dicono in coro -. La verità è che le vere calamità per la nostra isola non sono solo gli incendi e le alluvioni, quanto gli esecutivi che ci governano a livello regionale e nazionale. Stanno distruggendo la Sicilia, se non vanno a casa per noi sarà la fine”.

"Questo ennesimo colpo a tradimento nei confronti della Sicilia – dicono i due deputati - non fa che confermare quanto realmente conta la parola di Schifani a Roma: zero. Lo si è visto anche nelle passate occasioni, non ultima la vicenda del furto dei fondi fsc per lo sviluppo dell'isola per destinarli al ponte, con tanto di finta protesta di Schifani cui è seguito il nulla. Il copione anche oggi sembra ripetersi: Roma colpisce a morte la Sicilia e Schifani fa finta di indignarsi, ma c'è da giurare che anche in quest'occasione fra qualche giorno tornerà a tacere senza che nulla sia cambiato".

"Indigna particolarmente – conclude Antonio De Luca – il comportamento di Musumeci che quando era presidente della Regione scaricava sul governo nazionale la colpa dei suoi insuccessi e ora che è ministro la scarica sul governo regionale e segnatamente sul direttore Cocina, al quale proprio lui assegnò la responsabilità di dirigere la protezione civile regionale".

Cocina: "Troveremo una soluzione"

"Non c'è alcuno scontro con il capo del dipartimento nazionale ma solo un serrato confronto tecnico - spiega il capo del dipartimento di Protezione civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina - Ho chiesto di rivalutare la nota di rigetto della richiesta di stato di emergenza nazionale. Ho riscontrato la massima apertura di Fabrizio Curcio anche con un confronto diretto e per la ricerca di una soluzione tecnica condivisa. Confido in un esito positivo". 

"È vero che molti comuni, anche quelli più grandi, non hanno formalizzato le centinaia di evacuazioni fatte e non hanno prodotto documentazione a supporto della grave situazione prodotta dagli incendi - aggiunge -. Ma i danni e il grave disagio sono indubbi e testimoniati dalle tragiche notizie e dalle immagini di fiamme altissime alimentate dal forte vento; terreni, case e capannoni, monumenti e aree archeologiche incendiate e automezzi distrutti".

"In costante contatto col presidente Schifani - ha concluso Cocina - e su indirizzo dello stesso, prima della Giunta regionale di governo, solleciteremo ulteriormente i comuni, a partire da quello di Palermo, per emanare le ordinanze di evacuazione degli edifici anche a ratifica delle evacuazioni spontanee a suo tempo avvenute in modo da colmare la lacuna documentale posta a base del diniego".

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