Lunedì, 22 Luglio 2024
Arte / Lipari

Quell'antica tradizione che si perde nel tempo, a Stromboli "i corpi tornano sui tetti"

Il Marosi Festival raccontato da Giulia Ferrato: "Performance danzanti come risonanza del passato". Ospite anche la messinese Giorgia Briguglio

"Variazione. Variazione che impone qualsiasi esposizione all’esterno, agli agenti atmosferici e al territorio. Variazione come forma e meccanismo compositivo nella musica e nella danza. Variazione come principio creativo capace di rendere un’opera sempre viva e aperta. Variazione per poter osservare la pluralità che risiede in un unico oggetto. Variazione come moltiplicatore di storie e incontri. Variazione per continuare a esplorare le memorie dell’isola legate al corpo e alla danza attraverso la creazione artistica". Con queste parole Giulia Ferrato,  l'ideatrice del Marosi Festival insieme a Anna Basti, spiega il leitmotiv dell'attesa manifestazione che quest'anno da mercoledì 21 a domenica 25 giugno accenderà l'isola di Stromboli a suon di performance sui tetti delle case isolane con un programma all'insegna dell'originalità e dell'arte, a ingresso gratuito.

Ma come nasce questo originale progetto che per chi non lo sapesse trae spunto da una tradizione  del''isola le cui origini si perdono nel tempo? " Tutto nasce nel 2017- racconta la Ferrato- frutto della ricerca di un luogo unico come Stromboli per generare l'ispirazione artistica. Abbiamo deciso di riportare i corpi sui tetti quando intervistando gli anziani del posto ci hanno raccontato che in passato per realizzare i tetti piatti e sicuri non solo per le eruzioni ma anche per la raccolta dall'acqua pioviana c'era la tradizione di batterli con dei bastoni". Dalla memoria storica che diventa identità di un luogo prende forma il  Marosi Stromboli con l'intento di riportare i corpi danzanti sui tetti come una risonanza del passato. Il tutto arricchito da uno scenario unico in cui non esiste una scenografia predefinitia ma ci sono l'immensità di un paesaggio strepitoso  e l'imprevedibilità della vita che entra nella performance.  Un tuffo nel teatro contemponaneo inserito in un context specific nato dall'intuizione della Ferrato milanese che vive a Napoli ma legata a Stromboli dai ricordi d'infanzia, perchè ci passava le vacanze . Un lavoro di squadra questo che vede coinvolti numerosi artisti: collettivi Munerude e Funa, il giapponese Hideki Umezawa e lo sloveno Juri Konjar. L’italo-tedesca Delfina De Lillo, l’americana Laurie Schwartz con Elisabetta Ventura., Enrico Malatesta, Anna Basti, Claudia Catarzi, Simone Niro e Andrea Di Marco, il duo Serratore|Sguotti,  I Teodora Grano, Renato Grieco e Hugo Sanchez, Giuseppe Cordaro, Chiara Indelicato e anche la messinese Giorgia Briguglio, danzatrice di fama internazionale.

Giorgia Briguglio  porterà al festival sul tetto Pensione Brasile, sabato 24 giugno alle ore 20, Dear island. Si tratta di un’investigazione personale continua, aperta e fluida.  Dear Island è una lettera iniziata e mai finita. Il progetto nasce dall’incontro con l’isola-vulcano (Stromboli) lo scorso giugno,  che ha provocato in me un’urgenza rispetto ad una ricerca fisica, di parole e tocco, che si sta sviluppando tramite un ascolto  interno delle sensazioni scaturite dallo stare in questo luogo estremamente comunicativo, vulnerabile e potente.  Essendo siciliana, i concetti e le parole isola e vulcano sono sempre stati presenti e vivi nella mia visione ed esperienza della vita,  ma l’incontro con Stromboli ha ampliato, amplificato e condensato tutte le sensazioni legate a questi due landscape.

In generale sono  tanti gli ingredienti di questa nuova edizione che ha come filo conduttore la variazione: una diversa percezione del tempo in un luogo come Stromboli sganciato dalla routine quotidiana, l'idea è quella di vivere la percezione del tempo  non solo attraverso la presentazione di un'opera finita ma  anche proponendo  diverse variazioni della stessa durante l'arco della kermesse  attraverso una completo coinvolgimento del pubblico presente: " La variazione- aggiunge Giulia Ferrato- che diventa pluralità di un unico gesto  affinchè gli artisti possano scolpire il tempo e possano riaprire le maglie di un'opera già finita".  Dunque un programma ben definito di eventi ma anche variazioni della stessa opera che verranno comunicate nell'infopoint dell'isola , da segnale tra le altre le variazioni di  Collettivo Munerude, “Granito”, dance performance e  quella di Juri Konjar, “Timing Is the Answer, Do It Now”.Il Marosi Stromboli  però non è solo Festival esso si snoda nel corso di tutto l'anno con alta formazione con un bando ancora aperto per selezionare sei  artisti e disbonibile sul sito ufficiale, arte e comunità soprattutto per i più piccoli  e residenza artistica.

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