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VIDEO | Auto bloccate agli imbarcaderi, i marittimi dell'Orsa: “Nessuna tutela neanche per noi lavoratori”

Il segretario generale Bottiglieri punta su dispositivi di sicurezza non idonei e sugli interventi di sanificazione

 

"La scelta perpetuata negli anni dal Viminale, di totale disinteresse verso il traghettamento dello Stretto e totale indifferenza verso il fenomeno del pendolarismo, in questo momento di estrema emergenza sanitaria, sta rendendo evidente a tutti la fragilità del sistema ed esponendo tutta la comunità siciliana al rischio di un contagio incontrollato e incontrollabile".

E' la denuncia del sindaco di Messina, Cateno De Luca che stamani aveva dato la notizia delle 40 auto bloccate sull'altra sponda dello Stretto per irregolarità delle dichiarazioni. "Alcuni sono partiti quando ancora era vigente la norma che consentiva gli spostamenti - spiega De Luca -, solo che mentre viaggiavano, il Governo ha eliminato tale ipotesi tra quelle degli spostamenti consentiti. Continuo a non comprendere come faccia il Viminale ad affermare che tutto è in regola". Tra le 90 persone bloccate a Villa San Giovanni ci sarebbero anche 20 minori e una donna incinta. “A questo punto o il Viminale si permette di diffondere notizie errate oppure chi riferisce i dati al Viminale lo fa omettendo di dire la realtà dei fatti – scrive De Luca -  che sono confermati dai numeri che io stesso ho verificato ieri notte. Una situazione che non può essere trascurata, né tollerata, altrimenti si rischia di trasformare le sponde dello Stretto in una zona franca dove tutto è consentito”.

Sulla vicenda anche l'intervento del segretario generale dell' Orsa Marittimi, Gennaro Bottiglieri che sposta l'attenzione anche sulle difficoltà della categoria: “Il provvedimento del presidente della Regione Sicilia che blocca lo stretto per non contagiare la Regione Sicilia ha tutto il nostro appoggio. Musumeci ha ragione, in un’intervista a L7 ha dichiarato che le mascherine date ai lavoratori non sono idonee. Se guardiamo quello che succede nel settore marittimo, i lavoratori tuttora non hanno misure adeguate sulle navi: stanno senza mascherine e disinfettanti, gli armatori non fanno la sanificazione delle navi e non si hanno notizie chiare sugli impianti di aria condizionata veicolo di contagio da coronavirus. I sindacati confederali non prendono una posizione per far rispettare il protocollo di sicurezza per tutelare i marittimi, il rovescio della medaglia è che i responsabili aziendali si presentano sui piazzali con le mascherine FP3 di massima protezione, addirittura ci sono filmati , con i quali i responsabili aziendali lo provano, mentre il personale di bordo è sprovvisto delle più elementari misure di sicurezza . I responsabili aziendali divulgano comunicati dichiarando che le mascherine non servono, invece loro per stare in ufficio usano le mascherine per le terapie intensive. Pensiamo che si devono vergognare di fare solo i loro interessi e lasciare allo sbando i lavoratori, mettendo a rischio cosi la loro incolumità e quella dei propri familiari”. 

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