Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Aggredito un infermiere al carcere di Barcellona, Di Giacomo: "Ora basta, avvieremo nuove e inedite azioni di protesta"

Il segretario del sindacato di polizia penitenziaria tuona contro la politica frettolosa che ha portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. "Detenuti malati senza sostegno e criminalità organizzata anche nelle case circondariali mettono a rischio la nostra vita tutti i giorni"

Ennesima aggressione al carcere di Barcellona. Un infermiere è stato schiaffeggiato all'ottavo reparto della Casa circondariale dove sono ristretti malati mentali. Secondo il sindacato si registrano quasi giornalmente aggressioni. 

“Di recente - spiega Domenico Nicotra, segretario generale dell'Osapp -  avevamo denunciato al provveditore regionale le criticità. Ancora non abbiamo avuto risposte, ma continuiamo a chiedere all’amministrazione che in questo reparto debbano essere presenti un maggiore numero di agenti, perché la sicurezza dei poliziotti  è una priorità”.

Ancora più duro Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato di Polizia penitenziaria che annuncia “nuove e inedite forme di protesta, perchè è evidente, salvo al ministro della Giustizia ed a vertici del DAP, che il personale di polizia penitenziaria è nel mirino della criminalità che continua ad essere organizzata anche in cella, come denunciamo da troppo tempo”.

Quanto alle aggressioni contro i poliziotti penitenziari, il sindacato afferma: “Tutto questo dimostra, con tutta probabilità, il fallimento di alcune politiche gestionali poste in campo tanto dall’Amministrazione centrale quanto dalle Amministrazioni in sede periferica. Ciò che più ci indigna è la testarda volontà ideologica di portare avanti scelte che si sono mostrate fallimentari e dannose per il sistema penitenziario, come la chiusura troppo affrettata degli Ospedali psichiatrici giudiziari, senza che l’amministrazione penitenziaria si preoccupasse, in modo concreto, di trovare adeguata collocazione per tutte le migliaia di detenuti affetti da problematiche di natura psichiatrica, che oggi, ahimè, sono relegati in strutture carcerarie comuni, spesso anche prive del indispensabile sostegno e della presenza costante di uno specialista in psichiatria o psicologia. Le scelte adottate negli ultimi anni dall’amministrazione penitenziaria - conclude Di Giacomo -  hanno permesso di far diventare dei servitori dello Stato, i poliziotti penitenziari, carne da macello ed ultimo baluardo di legalità all’interno delle carceri, sempre più isolati ed abbandonati ad un triste destino.”

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