Cronaca

Dall'aggressione fisica all'auto bruciata: la storia di Alessandro Gonciaruk, vittima di intimidazione a Zafferia

Anni di soprusi e angherie subite dal 57enne messinese a cui questa mattina hanno dato alle fiamme la macchina fra il silenzio di tutti e l'assenza delle istituzioni. L'uomo racconta la sua vita dedicata alla lotta contro la criminalità organizzata

Una esclation di atti intimidatori e violenze che questa mattina sono culminati nell'auto data alle fiamme proprio sotto casa in via Madrenza a Zafferia. La storia del messinese Alessandro Gonciaruk, 57 anni, intreccia la sua strenua lotta per la legalità con reiterate e continue violenze subìte prima a Valle degli Angeli, dove ha vissuto per dieci anni, e adesso a Zafferia, dove vive da sei, con la compagna Susanna e la madre novantenne malata di Alzheimer. "Sono molto abbattuto, avvilito, provato - racconta Alessandro poche ore dopo l'ennesimo sopruso - Se sono arrivati a bruciare la mia auto significa che sono capaci di fare qualsiasi altra cosa perché vogliono farmi scappare via da qua. Ma io non intendo cedere". 

A cosa si ribella Alessandro? Agli atti vandalici compiuti ogni giorno dalla gang del quartiere composta per lo più da minorenni a cui "non puoi dire niente perché sennò loro chiamano gli adulti, e loro sì che passano all'azione", racconta ancora Alessandro. Strade, quelle del villaggio, dove il limite fra legalità e illegalità è dato anche dalla luce dei lampioni, manomessa e tolta per creare nelle tenebre spazi di aggregazione per i malviventi, che con bastonate e aggressioni, vogliono avere in pugno un intero quartiere. 

"In questi anni ne ho vissute di tutti i colori: da una mattonella spaccata in testa, a una pistola puntata in faccia, ai pugni dati anche alla mai compagna - spiega ancora Alessandro - Ho sempre chiesto con le buone ai ragazzi di non schiamazzare fino a tarda sera, di non disturbare, di non lasciarci al buio, ma hanno fatto di tutto per intimidire me, il vicinato, chiunque abbia provato a dir loro di smetterla o a chiamare la polizia". Il 57enne, che ha anche ricevuto minacce di morte, ha installato le telecamere fuori da casa sua e questa mattina, dopo l'intervento delle forze dell'ordine, ha consegnato tutto il materiale a sua disposizione. 

"Ho denunciato sempre tutto quello che mi è accaduto, ma non è mai cambiato niente - aggiunge Alessandro - Non mi ferma la paura, perché non è così che si combatte l'illegalità, ma ai minorenni nessuno ha mai fatto niente. Ho anche interpellato il Comune di Messina perché l'illuminazione pubblica venisse ripristinata in tutta la zona o affinché collocassaro loro stessi delle telecamere di videosorveglianza ma nessuno mi ha mai risposto e negli angoli di casa mia è buio pesto ed è proprio lì che si nascondono facendo la qualsiasi".

Adesso, con l'auto distrutta, per la famiglia Gonciaruk è diventato impossibile anche soltanto fare la spesa. A rispondere subito all'appello lanciato su facebook dall'uomo è stata l'associazione catanese "La città invisibile" che sta già organizzando una raccolta fondi per riacquistare l'auto alla vittima. "Per qualsiasi problema adesso siamo davvero isolati. Ho lasciato il mio lavoro di ausiliaro al Piemonte per motivi di salute e non potrò acquistare un nuovo mezzo da solo. Spero solo che il mio appello non rimanga inascoltato", ha concluso l'uomo. 

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