Giallo su posti letto e scontri per i tamponi rapidi, esplode la guerra del 118: “Non c'è chiarezza, servono linee guida”

E' scontro fra i medici del servizio di emergenza che si rifiutano di effettuare i test ai pazienti che soccorrono prima di portarli in ospedale. Le ragioni spiegate dal segretario dello Snami, Grillo: “Così si rischiano troppe vite umane, chiesto l'intervento del prefetto ma nessuno ci aiuta”

“Mi chiedo come sia possibile pensare di soccorre un sospetto infartuato perdendo mezz’ora di tempo per fare tamponi rapidi e col rischio che se risulta positivo neanche lo prendono in carico e dobbiamo andare in giro a cercare altri ospedali. Per non parlare poi di soccorsi in caso di incidenti. Come sempre, certi provvedimenti, sembrano presi da chi non ha mai lavorato nella sanità”.

E’ un fiume in piena Antonino Grillo, segretario del sindacato Snami Messina, che nei giorni scorsi, insieme al Mud, Movimento Unito dipendenti del 118, ha scritto ai vertici del servizio di emergenza, all’Asp, all’assessorato regionale alla Salute chiedendo anche un intervento del Prefetto.

La dotazione dei tamponi rapidi sulle ambulanze del 118, apparsa come una buona notizia, è diventata un altro problema da gestire. Nelle intenzioni dell’assessorato regionale alla Salute, deve contribuire a prevenire la diffusione del contagio, ma sta creando malumori tra il personale del 118 che si rifiuta di eseguirli e una guerra con i colleghi che lavorano negli ospedali e che adesso si aspettano di accogliere i pazienti già con l’esito del tampone fatto.

Medici Omceo: “Gestione dell'emergenza poco chiara e inefficace”

“Proprio ieri al Policlinico, ma è successo anche a Milazzo – racconta Grillo - non volevano prendere in carico il malato perché non avevamo fatto il test. Nella disputa, tre giorni fa, un paziente rifiutato per queste stesse ragioni, è sceso dall’ambulanza e per disperazione si è recato a piedi al Pronto soccorso del Policlinico”.

Ma cosa contestano i medici del 118?

“Che mancano procedure chiare da seguire - spiega Grillo –  Se pensiamo che il mezzo del 118 debba gestire il paziente Covid fino al trasferimento dello stesso nel centro Covid di riferimento, si rischia di mettere seriamente a repentaglio la vita di troppe persone perché non si possono stabilire i tempi con cui il mezzo e l’equipaggio del 118 rimane bloccato, togliendolo di fatto ad altri interventi dove la celerità fa la differenza fra la vita e la morte. Un caso-simbolo è quello di Lipari, dove c’è una sola ambulanza che gestisce tutta l’emergenza isolana senza alcuna possibilità di supporto, ma riguarda anche le altre postazioni in città e provincia. Procedere con sanificazioni e tamponi per i quali non siamo né preparati né abbiamo le postazioni giuste per effettuarli e che tra l’altro hanno anche un margine di errore altissimo mi sembra davvero incredibile”.

I medici del 118 sollecitano un incontro per stabilire le procedure e chiedono chiarezza anche sulla gestione dei posti letto. “In particolare si chiede una mappatura aggiornata così da evitare lunghe attese delle ambulanze fuori da pronto soccorsi con l’aggravio di non renderli disponibili per altre emergenze - conclude Grillo - noi non vogliamo fare ostruzionismo ma avere linee chiare di comportamento, e dati certi sui posti letto disponibili”. 

Sembra infatti che in più di una occasione i mezzi siano stati dirottati in altre città per mancanza di posti letto anche se nei nosocomi di Messina e provincia non si segnala ancora nessuna saturazione.

Un vero e proprio giallo dove i conti non tornano. Sabato notte ad esempio, l’equipaggio dell’ambulanza medicalizzata Delta 13 di Taormina è stata chiamata per un soccorso a Giardini Naxos alle 23 per un paziente con difficoltà respiratorie risultato anche lui positivo al Covid. Un paziente “sballottolato” su indicazioni della centrale del 118 prima ad Acireale e poi ricoverato finalmente al Cannizzaro dopo una notte passata in barella.

Ma la stessa cosa è accaduta la notte del 4 novembre e anche in altri giorni. Tutto questo mentre dal Policlinico, ad esempio, assicurano che sono mediamente una ventina i posti letto immediatamente ancora disponibili. Di fatto, ci sono attualmente 44 ricoverati su una sessantina di posti letto che possono arrivare ad 82 in caso di necessità.

“Il 118 contatta periodicamente le strutture ospedaliere per avere la disponibilità di posti letto Covid e non Covid, in media ogni sei ore - spiega il responsabile del 118 Mimmo Runci - Non so nello specifico cosa è accaduto con il paziente di Giardini, ma di certo se l'abbiamo portato a Catania evidentemente non c'erano posti letto a Messina”.

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