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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Arresti Mojo, le reazioni. Il senatore Morra richiama la questione morale: “Sta a noi scegliere candidati puliti”

Il presidente della Commissione Nazionale Antimafia evidenzia come “la mafia non abbisogna di manifestazioni esteriori di violenza, per intessere relazioni con la politica, le istituzioni, le attività economiche". D'Uva (M5S): "Condizionamenti mafiosi vero e proprio cancro"

Sugli arresti di oggi nei comuni della fascia ionica del Messinese è intervenuto anche il presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Nicola Morra, solo qualche settimana fa a Messina per un vertice in Prefettura. 

“Proprio ieri mattina, durante la conferenza in Senato sul fenomeno dei Comuni infiltrati – ha scritto - parlavo del nuovo modus operandi dei clan, al quale prestare attenzione. Infatti le indagini, secondo il giudice, documentano "uno spaccato assolutamente significativo del nuovo modo di fare mafia: un gruppo che, per il suo modus operandi, rappresenta l'evoluzione del modello tradizionale di associazione mafiosa che sfrutta la fama criminale ormai consolidata e che non abbisogna di manifestazioni esteriori di violenza, per intessere relazioni con la politica, le istituzioni, le attività economiche, al fine di imporre il proprio silente condizionamento".

Morra ha riproposto la “questione morale” proprio in vista delle elezioni amministrative. “Voglio sottolineare che il clan, in cambio di appalti, sosteneva le candidature di alcuni consiglieri comunali. Ebbene, fra poco ci sono le elezioni amministrative in molti Comuni, dal nord al sud. Sta a noi cittadini scegliere candidati puliti, senza alcuna minima ombra. È solo in questi passaggi democratici che possiamo fare vera pulizia, cacciando la mafia dalle amministrazioni. Lamentarsi adesso non serve, ora bisogna assumersi la responsabilità che la Costituzione ci dà come cittadini e votare per il bene della collettività”.

Il prefetto: "Valido modello operativo tra autorità giudiziaria e forze di polizia"

Il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani, ha rivolto un messaggio di vivo compiacimento al Procuratore Distrettuale Antimafia di Messina, Maurizio De Lucia ed al Comandante Provinciale della guardia di finanza, Col. Gerardo Mastrodomenico, per la brillantissima operazione condotta questa mattina che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 soggetti, indagati per i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso e per diversi episodi di reati contro la pubblica amministrazione.

Le attività investigative hanno consentito di far luce sull’operatività criminale di una cellula mafiosa, del tutto autonoma rispetto alle articolazioni di Cosa Nostra catanese, che è risultata in grado di ingerirsi, condizionandole, nelle dinamiche elettorali – politiche dei Comuni di Moio Alcantara e Malvagna, oltre che nella relativa gestione dell’attività amministrativa, attraverso l’infiltrazione di soggetti alla stessa struttura criminale direttamente e/o indirettamente riconducibili.

Al riguardo il Prefetto ha sottolineato il proficuo e costante impegno delle Istituzioni nella lotta alla criminalità organizzata, a conferma di un valido modello operativo imperniato sulla cooperazione tra Autorità Giudiziaria e Forze di Polizia, e come tale attività risulti ancor più significativa nell’attuale periodo storico, per lo strategico stanziamento di importanti risorse comunitarie a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La pronta reazione e la sicura capacità di contrasto dimostrata contribuiscono – ha concluso il Prefetto - a rasserenare la cittadinanza ed a rafforzare la fiducia nelle Forze di Polizia e nella Magistratura.

M5S: "Occorre seria riflessione"

“Notizie come questa ci impongono una seria riflessione - afferma il Deputato messinese del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva -. I legami tra politica e mafia, il condizionamento delle istituzioni, i condizionamenti mafiosi dell’ammirazione pubblica rappresentano un vero e proprio cancro per la vita democratica nelle nostre città, una ferita che siamo chiamai a rimarginare con azioni forti di contrasto alle mafie e di sostegno ai cittadini onesti. Trasparenza, etica e legalità sono princìpi inderogabili nella gestione della cosa pubblica e qualsiasi condizionamento criminale e mafioso è intollerabile”.

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