Mafia, colpo al clan di San Mauro Castelverde: fermati anche due messinesi

L'operazione "Alastra" dei carabinieri ha portato al fermo di 11 persone. Tra loro due uomini originari di Tusa e Castel di Lucio. Indagini dopo il rifiuto di un imprenditore di pagare il pizzo

Ci sono anche due messinesi tra gli undici fermati all'alba di questa mattina dai carabinieri nell'ambito dell'operazione "Alastra". Un blitz che ha messo in ginocchio il clan mafioso di San Mauro Castelverde, nel palermitano. I soggetti fermati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento.

A finire in manette anche Antonio Alberti, 46enne nato e residente a Castel di Lucio e il 68enne Gioacchino Spinnato, detto “Iachino”, nato e residente a Tusa.

Come riporta PalermoToday, le indagini del pool di magistrati coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca sono servite a documentare gli assetti e le dinamiche del clan all’indomani dell’operazione Black Cat che a ottobre dell’anno scorso, al termine del processo d’appello, ha portato a 37 condanne. Dopo gli arresti del 2015 il mandamento aveva “serrato le fila continuando a operare sul territorio e imponendo il proprio potere con inalterata capacità intimidatoria”. Numerosi gli episodi di estorsione resi possibili, ricostruiscono i militari, grazie a una “efficiente rete di comunicazioni necessaria ai capimafia detenuti per mantenere il controllo”.

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L'operazione è nata da un episodio che ha visto protagonista un commerciante palermitano.L'uomo, attivo nel settore della gastronomia, si era rifiutato di pagare il pizzo per partecipare all’edizione 2018 dell’Oktoberfest, a Finale di Pollina, e per questo qualcuno aveva pensato di dargli una lezione devastandogli lo stand.
 

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