Atm, dipendenti in malattia pedinati da un detective privato

La denuncia di alcuni lavoratori contro l'attuale gestione dell'azienda. Comportamenti autoritari e autisti chiamati a risarcire i danni provocati ai bus durante il servizio. L'appello ai sindacati per la mobilitazione

C'è anche il pedinamento tra gli strumenti utilizzati da Atm per controllare i propri dipendenti in malattia. A renderlo noto sono gli stessi lavoratori dell'azienda trasporti che hanno scelto di firmare un documento, appoggiato dai sindacati, in cui denunciano di subire da tempo "attacchi sistematici senza precedenti". L'iniziativa segue la protesta di questa mattina a piazza Municipio da parte di alcuni impiegati della società partecipata. In particolare, l'azienda avrebbe affidato ad un'agenzia privata l'incarico di vigilare a campione sui lavoratori che chiedono giorni di permesso per motivi di salute. Una pratica peraltro confermata dalla stessa azienda e utilizzata anche in passato.

Campagna: "Attività lecita riconosciuta anche in Cassazione"

Ma c'è di più: i dipendenti parlano di negazione dei diritti e di "provvedimenti disciplinari a pioggia solo per mostrare i muscoli ai lavoratori e dimostrare con la forza che le cose sarebbero cambiate".

Atm, inoltre, avrebbe addebitato ai lavoratori stessi il pagamento dei danni arrecati ai bus durante gli incidenti durante il servizio. Alcuni, così come sostenuto dai dipendenti stessi, dovranno pagare somme che equivalgono a tre stipendi. Nel documento si parla anche di "prezzo della dignità dei lavoratori" e "disorganizzazione sistematica nei turni".

Da qui parte l'appello ai sindacati per organizzare una protesta. "Sono solo alcuni esempi che ci fanno temere per il futuro nostro e dell’azienda. L’azione spontanea odierna è solo il primo passo che potrebbe portare a una grande mobilitazione, in tal senso invitiamo i sindacati ad organizzare i lavoratori. Ciò che non riuscite a risolvere trattando con un’azienda insensibile alle esigenze dei dipendenti, si può risolvere solo con la lotta. Denunciamo una gestione autoritaria, specchio dell' accentramento di potere in un' unica persona, il quale considera il lavoratore non come una figura da tutelare e patrimonio dell' azienda, ma  "oggetto da usare, se e come conviene, con tutto ciò che ne consegue".

I firmatari spostano poi l'attenzione sulla vecchia Atm in liquidazione. "Denunciamo una gestione rocambolesca dell’azienda liquidata che ancora non ha pagato il Tfr ai dipendenti licenziati, nonché il mancato versamento delle trattenute in busta paga che produce la rivalsa dei creditori sui lavoratori. Non facciamo mistero del nostro senso di sfiducia e siamo realmente preoccupati che gli accantonamenti del trattamento di fine rapporto non giungano alle nostre famiglie dopo anni di sacrifici. Su questo argomento ci aspettiamo risposte concrete ed immediate da parte di Atm in liquidazione e dell’amministrazione comunale.

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