Autopsia a Viviana, buco in una caviglia e solo un ciuffo di capelli ma non si sa ancora come è morta

L'esame autoptico non chiarisce le cause del decesso perchè in avanzato stato di decomposizione. Solo l'esame tossicologico, istologico e genetico potrà fare chiarezza

Il luogo del ritrovamento del cadavere di Viviana Parisi

Il cadavere ha un buco in una caviglia, solo una ciocca di capelli ed elementi che quando è stata ritrovata sembravano compatibili con bruciature. Ma tutto questo non può essere valutato subito perché il cadavere è in avanzato stato di putrefazione e solo ulteriori esami potranno chiarire.

Per sapere come è morta Viviana Parisi si dovrà attendere ancora. "Non possiamo escludere nulla”, spiega Elvira Ventura Spagnolo, medico legale che ha eseguito l'autopsia sul corpo della 43enne scomparsa il 3 agosto con il figlio Gioele e ritrovata senza vita cinque giorni dopo nelle campagne di Caronia.

"I dati acquisiti dall'autopsia vanno studiati – spiega a MessinaToday  la dottoressa Spagnolo - valutati nel loro insieme. Abbiamo effettuato esame tossicologico, istologico e genetico insieme ad altri che andranno considerati in maniera comparata. Anche per la causalità della morte, non è ancora possibile stabilire quale sia stato il meccanismo che ha condotto al decesso proprio per l’avanzato stato di decomposizione che non permette di valutare se gli organi interni abbiano subito traumi, con conseguente disancoraggio dalle strutture portanti”.

In sintesi: è impossibile allo stato attuale capire se è morta per una precipitazione dall’alto oppure per altra causa.

Restano dunque ancora aperti tutti gli interrogativi dopo l’autopsia eseguita dai periti  della Procura di Patti Elena Ventura Spagnolo e Daniela Sapienza  e l'entomologo Stefano Vanin che ha collaborato alla soluzione dei più efferati casi di cronaca degli ultimi anni, da Yara Gambirasio a Melania Rea a Lucia Manca a Elisa Claps.

La famiglia di Viviana Parisi, oltre due legali chiamati a rappresentarla, gli avvocati Pietro Venuti e Claudio Mondello, ha nominato un proprio consulente, il medico legale Pina Certo: “Quello di oggi è solo un tassello – conferma la dottoressa Certo  - ma solo l'esito degli esami permetterà una valutazione di causa di morte. Per potere invece stabilire quando e anche dove è deceduta, bisogna aspettare l’esito dei rilievi effettuati dall’entomologo forense – continua Certo - l’esperto infatti studia le larve che si sono depositate sul cadavere per avere contezza del grado di maturazione delle specie entomologiche che aggrediscono subito il tessuto morto. In base allo stadio evolutivo della larva è così possibile retrodatare l’epoca del decesso. La seconda importante funzione che svolge l’entomologo consiste nel valutare la compatibilità delle larve reperite sul cadavere come il terreno di appartenenza. Ogni specie entomologica è infatti propria e tipica di un particolare ambiente per cui dallo studio di tali larve potrà emergere l’identità del luogo in cui è avvenuto il decesso”.

Si dovrà dunque aspettare 90 giorni per dare una risposta al quesito principe. Come è morta Viviana?

La procura di Patti ha aperto un fascicolo per omicidio e sequestro di persona contro ignoti. Un atto dovuto per muoversi a 360 gradi nelle indagini che si presentano ancora piene di incognite soprattutto per l’assenza di testimoni, tanto che la procura ha rilanciato l’appello agli automobilisti che hanno visto l'incidente della donna sull’A20 avvenuto il 3 agosto, invitando chi ha visto la scena a farsi avanti. In particolare per capire se era in compagnia del bambino da cui non si separava mai.

"Spero che trovino Gioele, ci manca molto", ha detto oggi il papà di Viviana mentre attendeva davanti all'obitorio dell'ospedale Papardo. "L'ho sentita il giorno prima che scomparisse - dice ai giornalisti - aveva acquistato un materassino per il bambino ed era andata al distributore per farlo gonfiare. Non so cosa possa essere successo, ognuno di noi reagisce diversamente". E sul lavoro degli investigatori dice: "Non giudico il lavoro dei altri sono loro stessi che devono giudicarsi". "Lei voleva troppo bene al suo bambino non se ne separava mai, era gelosa. Una volta è andata in Sardegna e l'ha lasciato a me: mi chiamava continuamente per sapere come stava. Daniele è anche una persona speciale e so che erano molto uniti".

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Affranto anche il suocero, Letterio Mondello:  "Da quando c'è stato Il coronavirus era cambiata ma era prima dolcissima. Bravissima. Non lasciava mai il Bambino. Non lo abbandonava mai". "Forse ha fatto rifornimento e poi ha comprato le sigarette, non lo so", dice a chi gli chiede perché la donna fosse andata a Sant'Agata di Militello. "Non ho paura che Daniele venga coinvolto nelle indagini, perché non ha fatto nulla di male", dice. "Aspetto qui per vedere quello che sta succedendo", spiega. "Io ho un'idea ma non posso dire niente".

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