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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca Centro / Via I Settembre

Chiude la Come d'Incanto, casa di riposo simbolo della lotta contro il Covid

Da alcune settimane la struttura ha cessato l'attività. Ospiti trasferiti altrove e cartello "vendesi" nel palazzo di via primo settembre. Si attende la decisione della Procura dopo la chiusura dell'incidente probatorio relativo all'inchiesta sui trenta decessi avvenuti durante i primi mesi di pandemia

La "Come d'Incanto" ha chiuso i battenti. Il palazzo che fino a poche settimane fa ospitava la casa di riposo, nota alle cronache per aver fronteggiato il primo focolaio Covid a Messina, è stato messo in vendita dai proprietari. Gli ospiti rimasti nella struttura di via primo settembre sono stati trasferiti altrove mentre sopra il portone di ingresso resta ancora montata l'insegna, ai lati l'eloquente cartello con la scritta "vendesi".

Intanto, dopo la chiusura dell'incidente probatorio dello scorso febbraio, si attende il verdetto dell'accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Rosa Raffa e dal sostituto Marco Accolla. I pm dovranno pronunciarsi sul proseguimento dell'azione penale o sull'archiviazione. Gli accertamenti erano stati disposti già lo scorso anno dal gip Valeria Curatola, poi sostituita dalla collega Claudia Misale. In tribunale sono stati raccolti gli elementi utili a delineare tutti i passaggi della vicenda iniziata nel marzo di due anni fa. Sotto i riflettori l'assistenza agli ospiti della casa di cura, le terapie con farmaci a cui sono stati sottoposti. La Procura aveva aperto un'inchiesta per i reati di cooperazione colposa per l'omissione di atti necessari ad impedire la diffusione dei contagi, nonché consentire assistenza sanitaria alla puntuale somministrazione di terapia, cagionando per colpa la morte dei trenta ospiti. A riguardo, nel settembre scorso la prima svolta con la perizia dei consulenti nominati dal giudice che aveva escluso responsabilità dei medici indagati sui decessi.

Ad aver ricevuto l'avviso di garanzia, la titolare della casa di riposo Donatella Martinez, difesa dal legale Antonello Scordo,  e il medico della struttura Cono Bontempo, il dirigente Asp Carmelo Crisiscelli, il medico in servizio all'Asp Maria Concetta Santoro e il medico del 118 Vincenzo Picciolo. 

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