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Nuove accuse sul caso Palamara, il pg Barbaro: “Rivelazioni mai riscontrate”

Il procuratore generale, chiamato in causa nella vicenda dagli avvocati di Siracusa, ha replicato ricordando che si tratta di rivelazioni mai riscontrate

Arrivano nuove accuse per Luca Palamara. La procura di Perugia, modificando il capo di imputazione, ha contestato all'ex pm ed ex consigliere del Csm nel corso dell'udienza preliminare che si è svolta ieri mattina le ipotesi di reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio e di corruzione in atti giudiziari in relazione a un'inchiesta che vedeva coinvolto l'imprenditore Fabrizio Centofanti a Messina e a Roma. Le nuove accuse arrivano dopo ulteriori indagini condotte dai magistrati coordinati dal procuratore capo Raffaele Cantone che hanno depositato una corposa informativa del Gico della Guardia di Finanza sui nuovi elementi acquisiti. I pm hanno anche sentito, tra gli altri, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore.

Le nuove contestazioni confluiscono nel procedimento dove sono riuniti i due filoni che vedono coinvolto l'ex presidente dell'Anm ed ex consigliere del Csm e per i quali la procura guidata da Raffaele Cantone ha chiesto il rinvio a giudizio: nel primo l'ex pm romano e' accusato di corruzione nel filone che lo vede imputato insieme ad Adele Attisani, l'imprenditore Fabrizio Centofanti e Giancarlo Manfredonia mentre il secondo vede coinvolto Palamara e l'ex procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio per una rivelazione di segreto d'ufficio legata all'inchiesta a suo carico. Restano ancora da sciogliere diverse questioni sollevate dalla difesa di Palamara, sia sulle costituzioni di parte civile che sulla competenza territoriale.

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In particolare Palamara è accusato di avere acquisito informazioni riservate da pubblici ministeri di Roma e di Messina rendendole note a Centofanti. Il procuratore generale di Messina, Vincenzo Barbaro, tirato in ballo nella vicenda e all’epoca procuratore facente funzioni, ha replicato in serata: “La rivelazione di notizie è palesemente insussistente, come potrà essere comprovato nelle competenti sedi con inoppugnabile produzione documentale, oltre che con la deposizione di tutti i soggetti che a vario titolo si sono occupati del processo. Per tale ragione preannuncio sin da ora adeguate iniziative giudiziarie nei confronti dei responsabili”, dice il pg Barbaro che non risulta indagato.

“Non posso tuttavia esimermi dal rilevare due strane coincidenze temporali. Il sottoscritto, nella qualità di procuratore generale di Messina, ha proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza di patteggiamento riguardante il coimputato dell’avvocato Amara, e cioè l’avvocato Calafiore, per inadeguatezza della pena; e proprio domani (oggi, ndr) inizierà a Reggio Calabria un delicato processo in cui lo scrivente è parte offesa di plurimi reati di diffamazione”, conclude il magistrato.

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