Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Infiltrazione mafiose nelle scommesse on line, la Cassazione respinge tre ricorsi per l'operazione Galassia

Il blitz delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania è scattato nel novembre 2018 con arresti ed anche al sequestro di beni, agenzie scommesse e internet point in diverse province siciliane ed anche in quella di Messina

Regge anche in Cassazione la misura cautelare per tre degli indagati dell’operazione “Galassia”, sulle infiltrazioni mafiose nelle scommesse online, condotta a novembre 2018 da tre procure, Bari, Reggio Calabria e Catania.   L’inchiesta aveva portato in Sicilia a decine di arresti, molti dei quali riferiti ad appartenenti ai clan Cappello e Santapaola-Ercolano, e al sequestro di beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, oltre a 46 agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa.

I reati contestati a decine di indagati andavano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio. 

La Cassazione ha confermato la custodia cautelare per Giuseppe Placenti, uno degli indagati. Come riporta Agipronews è quanto si legge nei provvedimenti della Cassazione pubblicati oggi. Nel caso di Placenti, scrive la Cassazione, la gravità degli indizi è stata correttamente ricostruita: il Tribunale ha evidenziato «come l’organizzazione della famiglia mafiosa Santapaola si fosse nel tempo strutturata in una serie di articolazioni, di "sottogruppi", ciascuno dotato di propri responsabili e anche di una certa autonomia». ma caratterizzati da «uno stretto collegamento e di una altrettanto rigorosa "dipendenza" dalla struttura verticistica della "famiglia"».

Uno di questi gruppi «aveva visto l’ascesa dei fratelli Piacenti al comando, prima dediti al narcotraffico e poi al settore delle scommesse illecite». Il Tribunale ha inoltre sottolineato «come il gruppo criminale non avesse svolto soltanto l’attività legata alle scommesse ma significativamente anche le tradizionali attività mafiose (traffico degli stupefacenti ed estorsioni)». Oltre a Placenti, la Cassazione ha dichiarato inammissibili anche i ricorsi di altri due indagati, Fabio Mazzerbo e Leonardo Zappalà, posti agli arresti domiciliari. 
 

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