Cronaca Castell'Umberto

Accusato di aver falsificato la domanda per un posto da assistente scolastico, assolto dopo un calvario di due anni

Protagonista un giovane di Castell'Umberto. La procura di Bergamo gli aveva contestato di aver mentito sulle prestazioni lavorative al fine di scalare la graduatoria ed essere assunto nell'istituto lombardo. La difesa ha però smontato ogni tipo di reato

Il Giudice monocratico del tribunale di Bergamo ha assolto, perché il fatto non sussiste, un giovane di Castell’Umberto, accusato di falso materiale, falso ideologico e truffa aggravata ai danni dello Stato, difeso dall’ avvocato Massimiliano Fabio, del foro di Patti.

La vicenda ha inizio nell’anno 2015, con l’esposto presentato dal dirigente scolastico di un liceo bergamasco, a seguito dell’accertamento della veridicità delle autocertificazioni allegate dall'uomo. alla domanda di inserimento nella III fascia graduatorie d’istituto per il personale A.T.A.

Il Procuratore della Repubblica di Bergamo ha contestato che il giovane avrebbe attestato falsamente di avere svolto l’attività lavorativa di assistente amministrativo in una scuola paritaria di Cefalù ed avrebbe formato e prodotto sette contratti di assunzione falsi, al fine di “scalare” la graduatoria, per effetto del maggior punteggio, e di ottenere l’assunzione presso il liceo bergamasco, commettendo anche il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, per essersi procurato l’ingiusto vantaggio consistito nella stipulazione del contratto di lavoro e nella percezione delle retribuzioni.

Nel corso del dibattimento, durato oltre due anni, è stata dimostrata l’assoluta estraneità dell'indagato, nella formazione della certificazione di servizio e dei contratti di lavoro sottoscritti con la scuola paritaria, nonché la veridicità delle autocertificazioni rese in allegato alla domanda presentata al liceo.

L’avvocato Fabio, quindi, ha smontato l’impianto accusatorio della Procura della Repubblica di Bergamo ed ha dimostrato la legittimità dell’assunzione dell’imputato nella scuola paritaria di Cefalù, presso la quale ha svolto effettivamente l’attività lavorativa di assistente ammnistrativo dall’anno scolastico 2007/08 al 2013/14, percependo realmente le relative retribuzioni. All’esito dell’istruttoria il Tribunale di Bergamo ha pronunciato la sentenza di assoluzione con la formula più ampia.

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