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Cultura in crisi, il Clan Off Teatro costretto ad abbandonare via Trento

Alla base della decisione le difficoltà economiche post coronavirus e il mancato accordo con i proprietari dell'immobile

La crisi non risparmia la cultura, uno dei settori più in difficoltà nel contesto messinese. Il Clan Off Teatro paga a caro prezzo il lungo periodo di lockdown che ci siamo da poco lasciati alle spalle e abbandona la sede storica di via Trento. All'origine della sofferta decisione ci sono motivazioni economiche visto il mancato accordo con i proprietari dell'immobile che per anni ha ospitato la compagnia di artisti.

Sono proprio loro a darne notizia attraverso un comunicato in cui non nascondono l'amarezza pur lasciando intravedere un poco di ottimismo per il futuro, al momento piuttosto incerto. 

Il messaggio alla città 

Abbiamo consegnato le chiavi di via Trento mentre lavoravamo alla rassegna estiva al Museo di Messina. E non crediamo sia stato un segno del destino, piuttosto teatro che ingaggia nuove sfide, che sta bene dovunque, che si adatta meglio di noi ai tempi, alle circostanze, ai cambiamenti necessari. Mentre noi ricordiamo ogni istante del Clan Off, dai giorni coraggiosi in cui tutto è cominciato a quelli altrettanto coraggiosi della chiusura. Quando il bilancio stilato, dopo l’emergenza sanitaria, ci aveva già suggerito cosa fare. Quando ci siamo ritrovati soli a raccogliere i cocci del lavoro mancato, di quello andato in fumo.

Avremmo voluto non fermarci mai e probabilmente non ci fermeremo mai. Solo non era più sostenibile restare legati ad uno spazio oltre le possibilità nostre e, più in generale, del teatro indipendente che conta su ciascuno di voi e su nessun altro. Avemmo voluto che le persone presso la cui proprietà avevamo deciso di stabilire la nostra sede e che abbiamo fortemente provato a contagiare con la nostra passione, potessero comprendere le oggettive difficoltà del momento e tenderci, almeno nel breve periodo, quella mano di cui il teatro ha sempre bisogno. Così non è stato purtroppo.

Sappiamo bene quanto sia in salita la strada e lo sappiamo perché le uniche discese delle quali abbiamo sempre beneficiato sono stati i vostri occhi, i vostri applausi innanzi alla bellezza che avevamo predisposto per voi. E no, non vorremmo mai privarvene. Scriviamo pieni di tutte le sensazioni che potete immaginare. Un’insegna in meno a Messina richiede d’essere condivisa con tutta la cittadinanza, un’insegna grazie alla quale si sono trascorsi momenti che esigono d’essere custoditi nella nostra memoria. Il teatro non è uno spazio fisico. Il teatro trascende i perimetri dentro cui lo accogliamo, lo diciamo a voi e a noi, che abbiamo bisogno, oggi più che mai, di tenerlo ben a mente.

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