Cronaca

Coronavirus, in Sicilia sempre più guariti e calano i ricoveri: dato stazionario a Messina

In città e provincia situazione invariata rispetto a ieri con 98 ricoverati, 83 guariti e 45 morti dall'inizio dell'emergenza. I dati in tutta la Sicilia mentre arriva il plauso del deputato Figuccia al governo regionale: “Rigore e chiarezza nelle scelte di Musumeci”

Sempre più guariti e calo dei ricoveri, a Messina una situazione invariata rispetto a ieri con 98 ricoverati, 83 guariti e 45 morti dall'inizio dell'emergenza. Sono dati confortanti, nonostante altri sei decessi in Sicilia, quelli che arrivano dalla Regione siciliana e comunicati anche all'Unità di crisi nazionale. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 25 aprile). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 68.251 (+3.086 rispetto a ieri), su 64.892 persone: di queste sono risultate positive 3.020 (+39), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.274 (-46), 524 sono guarite (+81, di cui 24 ricoverati e 57 in isolamento domiciliare) e 224 decedute (+6). Degli attuali 2.274 positivi, 485 pazienti (-8) sono ricoverati - di cui 33 in terapia intensiva (+1) - mentre 1.787 (-40) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Un nuovo decesso al Policlinico di Messina

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 116 (15, 21, 11); Catania, 670 (107, 195, 78); Enna, 303 (133, 67, 28); Messina, 402 (98, 83, 45); Palermo, 373 (70, 48, 27); Ragusa, 75 (6, 6, 6); Siracusa, 96 (50, 82, 23); Trapani, 110 (6, 20, 5).

Figuccia: “Rigore e chiarezza dal governo Musumeci”

"I dati incoraggianti sull'ultima mappatura dei contagi in Sicilia dove sono stati registrati nelle ultime ventiquattro ore soltanto 34 nuovi casi sui duemila tamponi effettuati, mi spinge a fare un grande plauso certamente ai siciliani, rispettosi delle regole vigenti, ma anche al governo Musumeci”. Lo afferma Vincenzo Figuccia deputato dell'Udc all'Ars. “L’esecutivo regionale - continua Figuccia- con grande autorevolezza e con una visione oculata dei cambiamenti repentini ha optato giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, per alcuni provvedimenti ad hoc che hanno imposto a ciascuno di noi senso civico e rispetto delle regole. Un rigore e una chiarezza della quale avevamo certamente bisogno che ha tenuto in considerazione le peculiarità di una Sicilia che almeno ora può davvero privilegiarsi di quella fatidica insularità che l'ha protetta dall'onda anomala dei contagi".

No alle scarcerazioni per motivi di sicurezza e buon senso

Intanto il presidente della Regione Nello Musumeci è tornato a contestare il ritorno a casa di detenuti condannati per mafia. “Esistono ragioni di sicurezza, di ordine pubblico e di buon senso per dire no al rientro di alcuni detenuti pericolosi nei luoghi dove vivevano e dove hanno commesso gravi reati - ha detto il presidente, chiedendo al premier Conte e ai ministri dell'Interno Lamorgese e della Giustizia Bonafede di valutare misure alternative alla scarcerazione - Ecco perché certe decisioni lasciano sbigottiti. E l'incredulità che provano alcuni magistrati, da sempre in prima linea, è la stessa che sta provando la gente comune. Se proprio si rende necessario assegnare agli arresti domiciliari personaggi mafiosi di spessore, allo scopo di decongestionare le carceri in questo periodo di epidemia, si prendano assolutamente in considerazione soluzioni diverse".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

tamponi 25.04.20-2

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