Coronavirus, verso una nuova stretta: controlli per chi arriva da Malta, Spagna e Grecia

Il presidente della Regione starebbe lavorando a un'ordinanza per imporre accertamenti sanitari su turisti e siciliani provenienti da Paesi ritenuti più a rischio. Scelta già adottata da Puglia ed Emilia Romagna

La gestione dei migranti che sbarcano sulle coste siciliane preoccupa il governo regionale, non da ora, ma ancor di più in tempi di Covid. Ma non è il solo fronte su cui lavora Palazzo d'Orleans. A impensierire, non poco, sono i siciliani che tornano dall'estero e i turisti da aree "a rischio". I focolai "da importazione" sono infatti un pericolo più che potenziale e anche la Sicilia si avvia a porre dei paletti in termini di controlli. Il governatore Nello Musumeci, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo d'Orleans, sta lavorando a un'ordinanza con la quale si impongono misure di controllo sanitario su quanti rientrano in particolare da Malta, Spagna e Grecia dopo i casi di persone risultate positive al Covid-19 dopo essere tornate da uno dei tre Paesi.

Una decisione che nasce dall'analisi dei numeri. La Sicilia ieri ha raggiunto l'infausto primato di essere la prima regione d'Italia in termini di nuovi contagi in 24 ore, superando la famigerata Lombardia. E sul boom - 89 nuovi casi accertati - pesano sia i migranti sia quanti sono tornati dalle vacanze. Situazione rappresentata dal caso di Pozzallo (Ragusa), con 64 migranti positivi confinati nell'hotspot, ma anche da Canicattini Bagni (nel Siracusano), dove undici siciliani tornati da Malta col virus in corpo. 

Musumeci non sarebbe il primo presidente di Regione ad alzare la soglia d'attenzione. In Pugliia, ad esempio, il collega Michele Emiliano ha imposto la quarantena obbligatoria per chi torna da Grecia, Malta, Spagna. Al tampone per tutti coloro che rientrano in Emilia-Romagna da Spagna, Grecia, Malta e anche Croazia con obbligo di autosegnalazione ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle rispettive Ausl di residenza pensa il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

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Le Regioni, di fatto, sembrano giocare d'anticipo rispetto al governo nazionale. Ieri il viceministro Sileri ha detto chiaramente di essere "preoccupato per coloro che tornano dalle vacanze. I casi di contagio riguardano più queste persone che non i migranti che vengono controllati e quarantenati". Così si pensa a test rapidi per chi arriva da Paesi ritenuti "a rischio". Si tratta però di esami ancora in corso di validazione e nel frattempo le Regioni si attivano.

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