Cronaca

Coronavirus, Mondello fra i dieci ricoverati di Messina: “Solo qualche colpo di tosse, ma la paura è tanta”

Il responsabile delle Misericordie e presidente Cesv parla dal suo isolamento nel reparto di malattie infettive di Barcellona. La famiglia e chi lo ha incontrato in quarantena. “Tanta solidarietà che mi fa coraggio, anche questa passerà”

Santi Mondello

Una telefonata breve, poche parole. "Si tratta di Covid-19". E poi il silenzio. Così gli è stato comunicato che il tampone faringeo a cui era stato sottoposto nella giornata di sabato scorso aveva dato esito positivo: "Sono rimasto basito, preoccupato per me, per la mia famiglia, per tutti coloro che avevo incontrato nei giorni precedenti. Non ho chiuso occhio tutta la notte pensando a chi potevo avere incontrato, ma adesso sono sereno perché è stato fatto tutto quello che si doveva fare per mettere in sicurezza tutti”. Parla dal “soggiorno forzato” nel reparto di malattie infettive di Barcellona Santi Mondello, 54 anni, responsabile regionale delle Misericordie e presidente del Cesv. Una vita dedicata al volontariato, da quando ragazzino ha cominciato con gli scout a scoprire un mondo in cui l’altro è “confratello”.
Oggi è uno dei dieci ricoverati per Coronavirus di Messina ed è lui che ha bisogno di aiuto. “Beh, in realtà mica tanto. Io non mi sento male, qualche colpo di tosse, sto facendo l’antibiotico ma confido sul fatto che fra qualche giorno sarò a casa”.

A San Piero Patti, dove vive e opera, una intera comunità è stata in ansia per lui ma anche per la necessità di comprendere da dove è partito il contagio e chi può colpire ancora. Nel caso di Santi Mondello non è facile risalire a chi può averlo contagiato. “Me lo sono chiesto certo, ma per il mio lavoro e le mie molteplici attività, incontro tanta gente al giorno, non ho davvero la più pallida idea. Se non mi veniva la tosse, non me ne sarei mai accorto – spiega Mondello - Ho fatto la Tac per un eccesso di zelo, perchè in questo momento in cui viviamo tutti la grande preoccupazione della pandemia, volevo essere certo che non ci fosse nulla di strano. Invece, sabato pomeriggio la Tac, poi la sera il referto: polmonite. Il medico ha accelerato le procedure e da domenica sera sono qui dove davvero devo ringraziare tutto il personale medico e infermieristico, la struttura che si sta occupando di me con affetto, comprensione e professionalità”.

Solo che fino a due giorni prima era in piena attività, Santi Mondello. “Sì, è vero, ma devo dire con tutte le precauzioni che il momento impone. Avevano ad esempio annullato riunioni, compresa quella al Cesv del 29 febbraio anche se allora i tempi erano meno sospetti. Resta il fatto che anche la mia famiglia ora è in quarantena, moglie e figlio. Loro sono asintomatici. Ho fatto anche un elenco di persone incontrate negli ultimi giorni, sono stati contattati tutti e gli è stato spiegato come si devono comportare, di stare in isolamento e nel caso di segnali sospetti, contattare immediatamente chi di competenza”. 

Poche, semplici regole, quelle imposte ai pazienti infetti per evitare la diffusione del contagio ma anche a chi è entrato in contatto con loro, che vanno assolutamente rispettate. 

L’isolamento forzato non sembra pesare a Mondello. “Guardi, ho tre telefoni e suonano in continuazione, ho computer e continuo a lavorare, un tablet che uso come tv per aggiornarmi. Ma soprattutto, la cosa più emozionante, ricevo tante di quelle telefonate di solidarietà e affetto che davvero il tempo passa veloce. So che sui social in tanti si divertono anche a fare la caccia all’untore e alle streghe, come se chi si ammala non fosse stato a sua volta contagiato da un altro. Toni che non condivido, anche se comprendo le preoccupazioni del momento. Io comunque preferisco concentrarmi sulle manifestazioni di affetto che ricevo,  su un confratello che mi ha detto ‘capita a noi che siamo sempre in prima linea’. Credo di aver parlato da domenica ad oggi almeno 50 ore al telefono. Su questo voglio concentrarmi, sulla mia gente che ha tanto bisogno di aiuto. Voglio tornare presto da loro. Nel frattempo ricordo che i nostri consulenti del Cesv, della Misericordia, sono sempre a disposizione di tutti, anche e soprattutto in questi giorni difficili. Che passeranno, sì anche questa passerà”.

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