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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

Ponte ed espropri, in Commissione i rappresentanti dei proprietari: "Meglio pagare un prezzo alto che avere un contenzioso"

Il nodo delle modalità di determinazione del valore di case e terreni che ricadono nelle aree su cui sorgerà l'infrastruttura, in attesa del nuovo accordo da parte della società Stretto di Messina. Il parere di Antonio Correnti e Pietro Ruggeri ascoltato a Palazzo Zanca

Quale metodologia adottare per determinare il valore dell'indennità di espropriazione per gli immobili ricadenti nelle aree su cui sorgerà il Ponte e quali certezze in merito a criteri e tempistiche da parte della società Stretto di Messina. Sono questi gli argomenti oggetto di dibattito nel corso della Commissione consiliare dedicata all'infrastruttura che, mercoledì pomeriggio a Palazzo Zanca, ha ospitato gli avvocati Antonio Correnti, rappresentante dell'Unione piccoli proprietari immobiliari, e Pietro Ruggeri, rappresentante dell'Associazione Piccoli proprietari immobiliari, in attesa del nuovo protocollo aggiornato rispetto alla bozza del 2011. 

L'obiettivo è quello di limitare eventuali contenziosi che potrebbero generarsi e rallentare, quindi, la realizzazione dell'opera, ma anche ottenere un documento che rispecchi gli interessi dei proprietari di beni nelle aree interessate da espropri e nelle zone limitrofe che saranno comunque coinvolte nel cantiere. "La materia degli espropri ha sempre avuto difficoltà di attuazione, a partire dal concetto di valore venale di un bene che è il valore iniziale dal quale poi scaturirà la determinazione dell’indennità espropriativa vera e propria - ha spiegato Correnti - Questo valore è difficile da stabilire perché la legge a volte fa riferimento al valore di mercato degli immobili che non coincide con il valore venale in cui vanno applicati correttivi". 

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La richiesta è quindi quella di ottenere quante più tutele possibili innanzitutto per quei proprietari che dovranno lasciare casa e acquistarne un'altra. "In questa bozza per questi casi l’indennità forfettaria è fissata a un massimo di 20 mila euro in più - ha spiegato Correnti - Ma dobbiamo capire e correggere la procedura delle indennità di esproprio in modo che sia chiaro che i proprietari stanno ottenendo il massimo possibile previsto dal Testo Unico".  L'accordo migliore potrebbe essere dettato da criteri sul valore della casa "ricavabili dall'Osservatorio del Mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate - ha proposto ancora - Ma questo rappresenta un suggerimento che deve essere inserito nel contesto della normativa vigente: meglio pagare un prezzo alto che avere poi un contenzioso che faccia perdere tempo". 

Contenzioso che potrebbe nascere qualora l'espropriando non fosse d'accordo sul valore stimato e richiedesse un parere tecnico per ottenere una nuova stima. "Sei mesi persi in un cantiere perché un soggetto non rilascia l’abitazione sono milioni di euro che la società perderebbe - ha concluso - In funzione di queste necessità serve un compromesso fra quelli che sono i soldi che perderesti quando io non ti rilascio l’abitazione e quello che è il mio vantaggio nel comprarmene una".  A muoversi in vista di una tutela dei proprietari è l'associazione di Pietro Ruggeri che "ha già instaurato degli sportelli per ricevere anche da parte dei nostri associati proprietari nelle zone dell'esproprio tutte le istanze che possiamo tramutare in richieste nei limiti del consentito alla società Stretto di Messina rappresentandole anche al Comune", ha detto, ribadendo la necessità di valutare le indennità di esproprio anche per i beni che non saranno utilizzabili ma a disposizione della società e utili alla realizzazione del Ponte.

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