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Fiaccolata per gli agenti uccisi a Trieste, Verdiglione (Ugl): “Troppa violenza, siamo stanchi di commemorazioni post mortem”

L'iniziativa lunedì 4 con partenza alle 18 da piazza Castronovo. La lettera al prefetto della presidente dell'associazione Italia è. Con un allarme: ogni tre ore e mezza un tutore delle forze dell'Ordine subisce una aggressione

Una fiaccolata per ricordare Pierluigi Rotta e Matteo Demengo, i due agenti uccisi durante una sparatoria nel carcere di Trieste. L'iniziativa lunedì 4 novembre alle 18, con partemnza da piazza Castronovo ma con un monito: “Siamo stanchi di fiaccolate e commemorazioni post mortem”.

A precisarlo Luciana Verdiglione, membro del direttivo di Ugl Messine e presidente dell’associazione “Italia è…”, chiede all'Autorità Governativa, in sede nazionale e periferica, di adottare con urgenza tutte le misure necessarie a tutelare tutti gli uomini e le donne preposti a garantire l'ordine pubblico e la salute di noi italiani, parere condiviso anche dal segretario generale territoriale del sindacato, Antonino Sciotto.

“In Italia, ogni tre ore e mezza un tutore dell’Ordine o un operatore sanitario presso i pronto soccorso subisce un’aggressione, a volte anche da parte di stranieri -  scive la Verdiglione - L’uso di alcol e stupefacenti è causa ricorrente delle aggressioni: nel 2018 si è registrato il 28,1% di aggressori ubriachi o drogati, percentuale tuttora in crescita. Il triste record spetta all’Arma dei Carabinieri, con il 45,7% delle aggressioni, seguono a ruota quelle alla Polizia di Stato con il 43%, mentre il resto vede coinvolti Vigili urbani, medici e operatori sanitari dei Pronto Soccorso ospedalieri. La situazione è diventata allarmante spiega ancora -  i cittadini temono una progressiva destabilizzazione delle Forze dell’Ordine e della stessa Autorità delle Istituzioni, che anche in forza della Costituzione hanno il dovere di garantire la sicurezza e l’ordine in tutto il territorio nazionale”.

Verdiglione sottolinea che un’altra aggressioneè  successa giorni fa a Catania, “a cui però non è stato dato risalto” e  “chiede al Prefetto di Messina, nella sua veste di rappresentante dell'Autorità di Governo, di far pervenire al Ministro dell’Interno la solidarietà dei messinesi nei riguardi di tutte le Forze dell’Ordine”.

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