Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto / Via Madia Vittorio, 35

Rogo al carcere, è un'altra la dinamica per la Fp Cgil

La Funzione Pubblica racconta l'incendio all'ex Opg che non somiglia alla descrizione del Sappe. A cominciare dal numero degli autori e alla loro presenza a Barcellona...

Anche la Fp Cgil dice la sua sull'incendio alla Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto spiegando una dinamica differente da quella esposta dal Sappe. A cominciare dal numero degli autori. 

 La federazione del Pubblico Impiego segnala intanto che il rogo si è verificato all'ottava sezione della struttura e nei locali di Articolazione per la Tutela della Salute Mentale. Ad appiccare le fiamme due detenuti e non uno solo come invece ricostruito da Donato Capece.

La versione di Donato Capece del Sappe

"Una tragedia evitata grazie solo alla prontezza e alla capacità degli agenti che, quotidianamente, si trovano, da soli, a fronteggiare l’ingestibile situazione della Casa Circondariale di Barcellona, dove la carenza di personale, unita alla scorretta gestione della sezione Atms (Articolazione per la Tutela della Salute Mentale), sta determinando continue situazioni di pericolo per  i lavoratori - affermano il segretario della Fp Cgil Francesco Fucile e il coordinatore Giovanni Spanò.

Secondo la Fp Cgil i due "Dopo aver seminato il panico per tutta la giornata aggredendo anche altri detenuti, sono stati isolati all’interno della propria stanza e qui hanno dato fuoco a due materassi. "Il fumo si è velocemente propagato in tutto il piano – spiegano i rappresentanti sindacali – ed è quindi stato necessario evacuare immediatamente tutti i detenuti che lo occupavano.  Anche se la situazione è stata egregiamente controllata dal personale di polizia penitenziaria, nessun malore è stato registrato fra i detenuti, le conseguenze non sono mancate: 8 gli agenti in totale rimasti intossicati e portarti d’urgenza in ospedale".  Per la Fp Cgil occorre mettere la parola fine a questi episodi.

Altri intossicati dal fumo sono stati alcuni infermieri in servizio che hanno dato prontamente il loro supporto al personale penitenziario. "Anche qui - continua la Fp - riscontriamo delle carenze dovute alla mancata assunzione del personale, soprattutto infermieri, legato ai ritardi nella redazione di una dotazione organica  specifica per queste strutture, detto protocollo qualora esistente – concludono Fucile e Spanò - certamente non avrebbe consentito l’arrivo di detenuti come i due, senza cioè una corretta valutazione dei casi e senza un metodo sanitario preventivamente concordato. I due soggetti, anziché essere trasferiti in un carcere di massima sicurezza, sono stati condotti all’Atsm di Barcellona, che sicuramente non si occupa di sicurezza".

Il sindacato si rivolge al Provveditore della Regione Sicilia e al Capo del Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria e ribadisce che "Tale disorganizzazione non può più gravare sulle spalle della polizia penitenziaria". 

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