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Cronaca

Case di cura e truffa al sistema sanitario, restituite le somme sequestrate alla San Camillo

Il tribunale del Riesame accoglie la richiesta dei legali Cacia e Abbate che hanno documentato “un errore di calcolo”

Il Tribunale del riesame presieduto da Massimiliano Micali ha disposto il dissequestro e la restituzione delle somme sequestrate alla Casa di cura San Camillo nell’ambito dell’indagine sulla maxi truffa ai danni del servizio sanitario che a settembre ha portato al sequestro di liquidità finanziarie per oltre 3 milioni di euro nei confronti di 7 strutture private convenzionate e 25 avvisi di garanzia  a vario titolo, a funzionari pubblici dell’Asp di Messina e responsabili apicali e dipendenti delle strutture private convenzionate, titolari delle più conosciute ed importanti case di cura operanti nella città dello Stretto.

I giudici hanno accolto la richiesta di riesame presentata dagli avvocati Antonino Cacia e Guglielmo Abbate nell’interesse della Provincia Sicula dei Chierici Regolari e Ministri degli Infermi (Casa di Cura San Camillo).

I legali hanno documentato “un errore di calcolo poiché la somma dei totali parziali delle sei tabelle in cui sono state divise le cartelle in contestazione differisce per 6.915,02 euro rispetto alla somma caduta in sequestro” e prodotto note di credito richieste dall’Asp di Messina che non sarebbero state acquisite dalla Guardia di Finanza e che ridimensionano gli importi contestati.

“Il valore complessivo delle prestazioni sanitarie erogate dalla Casa di Cura San Camillo nell'anno 2017 – si legge nell’istanza - quand'anche  privato di tutti gli importi relativi alle cartelle cliniche indicate nel capo di imputazione, rimane superiore al budget convenzionale prestabilito per la cifra di 8.849,38 euro. Ne deriva, quindi, che non esiste alcun ingiusto profitto con correlativo danno dell'Ente Pubblico nel procedimento penale che ci occupa e che, quindi, non sussistono gli elementi costitutivi del reato di truffa aggravata così come contestato alla Provincia Sicula dei Chierici Regolari e Ministri degli Infermi”.

I giudici hanno disposto il dissequestro di euro 400.594,40.

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