Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Inchiesta dati Covid, l'ex assessore Razza rompe il silenzio

Mentre il governatore Musumeci pensa di riportarlo in giunta regionale l'avvocato in un'intervista a La Sicilia commenta le frasi infelici uscite fuori dalle intercettazioni e si rivolge alle famiglie delle vittime


Da un lato c'è l'ex assessore regionale alla Salute Ruggero Razza che rompe il silenzio e si scusa per le frasi infelici ma non si sbilancia sul futuro. Dall'altro c'è il governatore che ancora una volta gli spalanca le porte di Palazzo d'Orleans perché "la Sicilia ha bisogno di lui". Mentre si fanno più insistenti le voci di un possibile ritorno in Giunta di Razza, che ha rassegnato le dimissioni per il coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta manipolazione dei dati Covid, il diretto interessato decide di parlare per la prima volta di quanto accaduto concedendo un'intervista a La Sicilia.

"Abbiamo, ritengo, chiarito che la Sicilia non ha mai posticipato decisioni di rigore, ma le ha sempre anticipate. E questo penso possa essere oggi agevolmente ricostruito anche con una lettura di tutti gli atti", dice Razza. 

In merito all'ntercettazione choc - la frase "Spalmiamo i morti" - chiarisce: "Non ho avuto occasione, per la mia immediata decisione di dimettermi, di scusarmi, e lo faccio adesso, per la velocità con cui mi sono espresso nell'utilizzare il termine 'spalmare' riferendomi ai dati di più giorni dei deceduti. Una frase infelice. Il senso ovviamente era quello di considerare prevalente l'effettiva ripartizione del dato sull'indicazione del bollettino giornaliero". Razza esprime "il sentimento di rispetto va a tutte le vittime e ai loro familiari. Ed è pari al sentimento di stima profonda per la professionalità con cui gli operatori siciliani della sanità hanno indossato il camice e la tuta e sono scesi in trincea. Gli assessori passano, loro restano".

L'ex assessore chiarisce anche la sua posizione rispetto al presunto ''tradimento'' di Nello Musumeci così come emergeva dalla ricostruzione dei magistrati di Trapani: "Il presidente della Regione mi è stato vicino come si fa con una persona che conosci da ragazzino. Ho sofferto nel leggere una ricostruzione che ipotizzava il tradimento della sua fiducia. Ovviamente è stato facile confutare questa percezione, negli atti che abbiamo depositato".

L'ex assessore conferma il suo impegno politico a fianco del governatore, ma ammette: "Tra i miei errori del passato c'è stato quello di aver dato la percezione di entrare a gamba tesa nelle vicende della politica e nei rapporti fra le forze della nostra coalizione. Se ho dato questa percezione, difficilmente accadrà nel futuro". E sulle ipotesi di riprendere il ruolo di assessore alla Salute prende tempo: "Su questo mi consenta di mantenere il mio riserbo".

E se Razza prende tempo, Musumeci gli tende la mano."Io spero di convincerlo e di fargli capire che la Sicilia ha bisogno di lui. La Sicilia ha bisogno di persone perbene e competenti come Razza che ha dato una grande lezione di stile ai cosiddetti professionisti della legalità", ha detto ai cronisti a margine della visita del capo dello Stato all'hub vaccinale della Fiera.

"Bisogna convincere l'avvocato Razza - ha ribadito il governatore -. Nessuno, mi pare in Sicilia, ha avuto il coraggio di rassegnare le dimissioni da una carica istituzionale raggiunto da un avviso di garanzia per un reato non associativo. Se così fosse il 50% della classe dirigente italiana dovrebbe subito lasciare le istituzioni..."

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