Cronaca

Dipendenze e ludopatia, 2 ragazzi su 5 ne soffrono: cosa fare secondo l'esperto

L'allarme a Messina dove in 5 anni il fenomeno è cresciuto del 40 per cento. Il direttore di Camelot Matteo Allone: "L'adolescente crede di essere libero nella realtà virtuale, ma è invece schiavo e non possiede più controllo sulla propria vita"

Per dodici ore davanti al pc, al tablet o al cellulare, dispositivi che non vogliono mollare, ritmo di sonno-veglia alterato, escalation di violenza nei confronti dei genitori che, disperati, vogliono provare a mettere un freno a questa dipendenza. È la fotografia dei ragazzi affetti da ludopatia e dipendenza da internet, fenomeno che a Messina ha avuto negli utimi cinque anni un incremento del 40%. A parlarne è Matteo Allone, psichiatra dirigente del centro diurno "Camelot" del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asp. 

"Il fenomeno della ludopatia e della dipendenza da internet è in crescita soprattutto fra gli adolescenti che vivono il gioco come una sorta di craving riuscendo a compensare il bisogno di gratificazione che non provano nella vita reale", spiega Allone. "Gli adolescenti che vivono in mondo tutto loro vengono quindi favoriti in questo atteggiamento e ricreano nel mondo virtuale una realtà in cui tutto è possibile e non ci sono grandi delusioni", analizza. 

Nei casi gravi lo schema comportamentale è quasi sempre lo stesso, dall'allontanamento dalla scuola e dai legami sociali alla dedizione per giornate intere ai videogames. "Si tratta spesso di giochi violenti dove, attraverso una sorta di avatar, il govane si identifica in uno dei personaggi, riesce a conquistare una posizione e a raggiungere degli obiettivi affinando delle abilità che non hanno niente a che fare con la vita reale", prosegue Allone. 

A favorire l'atteggiamento di chiusura e di proiezione nella realtà virtuale è stata certamente la pandemia. E a pagarne le spese, oltre ai ragazzi direttamente coinvolti, sono anche le famiglie. "Inizialmente i genitori percepiscono il ragazzo che sta sempre in casa come a riparo dai problemi e tutelato dalle quattro mura domestiche - sottolinea ancora lo psichiatra - Ma quando viene colto il problema in tutta la sua gravita, allora diventa difficile gestire l'aspetto della rabbia che pervade i ragazzi a cui viene sottratto il gioco che reagiscono attraverso una escalation di gesti violenti contro i familiari o la casa stessa". 

Gli esperti, quindi, devono lavorare anche con l'ambiente che circonda il paziente. "Le famiglie che decidono di aiutare il ragazzo devono essere ferme, calme e risolute senza lasciarsi andare all'ira o alla rabbia che diventano controproducenti", spiega ancora Allone. Il percorso riabilitativo consiste nel rendere consapevole il ragazzo della propria situazione. "L'adolescente deve capire che non è libero nella sua realtà virtuale, ma che invece ne è schiavo e che non possiede più controllo sulla sua vita reale", analizza ancora Allone. 

Quanta più fiducia si instaura con lo psichiatra tanto più efficace, quindi, è l'effetto della terapia. "Noi cerchiamo di diventare interessanti per i ragazzi che seguiamo senza rigidità ma mettendoci in ascolto e questo è importante per ottenere una apertura da parte del ragazzo", chiosa Allone. Oltre al centro diurno Camelot, ai centri Sert di Messina Nord, Sud e provincia, le famiglie che vogliano un supporto medico riguardo alle ludopatie e dipendenze in generale possono rivolgersi alla neuropsichiatria infantile, ai centri di salute mentale, nelle strutture messe a disposizione dall'Asp anche sul territorio provinciale. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dipendenze e ludopatia, 2 ragazzi su 5 ne soffrono: cosa fare secondo l'esperto
MessinaToday è in caricamento