Coronavirus e chiusure, si apre la stagione delle proteste: in piazza chi assiste gli studenti disabili

Dopo la manifestazione pacifica degli imprenditori ieri, oggi tocca ai lavoratori tagliati fuori dalla didattica a distanza. Il sindaco De Luca: “Speriamo che il Dpcm di Conti resti solo una bozza”

Ieri un “assaggio” delle proteste dei piccoli imprenditori, oggi pomeriggio, alle 17.30, in piazza municipio, la manifestazione dei lavoratori dell’assistenza agli studenti disabili delle scuole superiori che rischiano di perdere il posto di lavoro a seguito dell’introduzione della didattica a  distanza.

In attesa dell’ulteriore Dpcm del presidente del Consiglio dei Ministri, si infiammano tutte le piazze d’Italia, da Napoli a Roma, a Palermo.

A preoccupare è la tenuta sociale e le forti tensioni di chi si chiede cosa è stato fatto in tutti questi mesi per evitare ancora chiusure.

“Cercheremo di non lasciare nessuno da solo sul campo di battaglia al Covid e nel nostro piccolo riattiveremo tutte le misure utili a preservare ogni singolo componente la nostra comunità”, è la promessa del sindaco Cateno De Luca  che oggi alle 16 sarò a Palazzo dei Leoni per assumere alcuni provvedimenti di urgenza mentre alle ore 18.30 presiederà la giunta comunale con il varo delle misure a sostegno del tessuto economico sociale imprenditoriale, come promesso già ieri dopo l’incontro con imprenditori e prefetto.

"Spero che la bozza del nuovo Dpcm di Conte che prevede ulteriori restrizioni per commercianti, bar e settore della ristorazione, resti tale – ha detto il sindaco - perchè se così fosse, decreterebbe il suicidio economico di tutto la filiera. Bisogna parlare chiaro ed assumersi le responsabilità del caso. Almeno, se così sarà, che quantomeno siano stanziati i tanti celebrati aiuti ai Comuni di cui Stato e Regione si sono riempiti la bocca in questi mesi, con slogan trionfalistici. Solo per Messina ci spettano 60 milioni di liquidità che Conte e Musumeci non hanno ancora versato. Infieriscono con colpi di sciabola senza pero' concedere neanche una speranza su cui agganciarci”.

De Luca ha anche bollato come “indecente” l'ultima ordinanza del governatore siciliano, Nello Musumeci, che "non prevede aiuti economici per evitare che le imprese siciliane subiscano l'ennesimo tracollo".

"Un'indecenza copiata dalla Lombardia che ha un quadro epidemiologico più grave. Sono indignato - dice De Luca -. Musumeci non ha neanche interpellato i sindaci prima. Lo ha fatto da solo, dal suo Palazzo dorato dove ormai resta trincerato, circondato dal suo cerchio magico. In questa ordinanza regionale dove sono andati a finire gli aiuti ai Comuni e alle imprese - chiede il sindaco di Messina -? I soldi che io ho anticipato per i buoni mensa e i buoi alimentari? Presidente, hai promesso i 100 milioni e ne hai dati 30, pur avendo io onorato gli impegni con i messinesi al posto tuo. Non puoi agire con la repressione senza dare speranza al mondo delle imprese, in relazione ai milioni previsti in finanziaria e che un sistema balordo ha impedito di destinare. I Comuni sono stati lasciati senza liquidità, sia dallo Stato che dal Governo regionale - conclude De Luca -. Le imprese stanno chiudendo e sempre più spesso la malavita organizzata ne approfitta. Ora dovete intervenire".

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