Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Brandara presidente di Legalità ma indagata nel caso Montante e reato ambientale a Barcellona

Diventa un caso politico la permanenza all'Ias del sindaco di Naro, eletta presidente del consorzio agrigentino. L'interpellanza di Claudio Fava: “Un fatto politicamente inaccettabile, inutile trincerarsi dietro tecnicismi”

E’ stata eletta lo scorso 24 dicembre presidente del consorzio agrigentino per la legalità e sviluppo ma il sindaco di Naro, nonché ancora presidente della Ias, Industria Acqua Siracusa, ma è indagata per una presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito dei partiti nonché di recente rinviata anche a giudizio per reati ambientali a Barcellona Pozzo di Gotto.

Non poteva passare sottogamba l’ulteriore nomina della Brandara  per il presidente della commissione regionale antimafia, Claudio Fava. "La permanenza di Maria Grazia Brandara alla presidenza della società Ias è un fatto politicamente inaccettabile, visto il suo pesante coinvolgimento nell'indagine sul 'Sistema Montante', l'inchiesta che la vede imputata di associazione a delinquere assieme all'ex presidente di Confindustria Sicilia ed il suo recente rinvio a giudizio a Barcellona Pozzo di Gotto per reati ambientali".

In una interpellanza, Fava chiede al governo regionale, e agli assessori per l'Economia e per l'Energia e i Servizi di pubblica utilità, di adoperarsi con il CdA dell'Ias perché venga revocata la nomina della Brandara.

"In questi anni è emerso in modo evidente che la Brandara è stata il braccio operativo di Montante in un settore delicatissimo come quello della depurazione delle acque" continua Fava, "fatto ancora più inquietante proprio alla luce del recente rinvio a giudizio di Barcellona Pozzo di Gotto".

La nomina delle polemiche

"L'interesse di Montante in questo settore - ha ricordato il presidente della Commissione Antimafia - risulta acquisito nella sentenza di condanna emessa dal Gip di Caltanissetta  che dedica un ampio approfondimento alla vicenda con un titolo emblematico: 'L'ingerenza di Montante nell'Ias Spa'".

Per Fava "il Governo regionale non può trincerarsi dietro tecnicismi giuridici: tre consiglieri d'amministrazione su cinque dell'IAS sono nominati dall'IRSAP, ente regionale. Occorre un'indicazione politica coerente e rigorosa: invece da oltre un anno e mezzo (l'indagine sulla Brandara risale al maggio 2018) il Governo regionale fa finta di non sapere, di non capire, di non poter intervenire.".

La Brandara, attuale sindaco di Naro è stata rinviata a giudizio dal gip di Barcellona Pozzo di Gotto, Salvatore Pugliese, per inquinamento ambientale in concorso con Alberto Dondi, gestore del depuratore di Giammoro, a Pace del Mela.

La Brandara è stata presidente dell'Irsap l'ente di cui è stato commissario Alfonso Cicero che doveva liquidare le undici Asi regionali. Secondo gli ultimi rilievi, il sistema - Asi da una indagine svolta dall'ex presidente della commissario di indaine dell'assessorato Attivitàà produttive, Pippo Laccoto, è stato documentato un buco da trecento milioni di euro. La Brandara è da sempre stata vicina alle posizioni dell'onorevole Salvatoe Cuffaro e si era avvicinata al movimento di Crocetta dopo l'elezione dello stesso alla presidenza della Regione siciliana.  Maria Grazia Brandara è subentrata all'Ias alla signora Sara Battiato, moglie del tenente colonnello dei caranìbinieri Pino D'Agata, già trasferito ai servizi segreti di Stato, anche quest'ultimo indagato per i controversi rapporti con Antonello Montante.

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