Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Strage di Barcellona, il vescovo Accolla: “Comunità in preghiera, non mancheranno gesti concreti di attenzione”

Dolore e incredulità all'indomani della tragedia che ha colpito tante famiglie di operai. Il vice sindaco Sottile: “Novembre si conferma un mese terribile. Otto anni fa l'alluvione”. La solidarietà dei sindacati e del presidente dell'Ance, Ricciardello

Il vescovo, monsignor Giovanni Accolla

C'è dolore e incredulità all'indomani della tragedia ha colpito Barcellona, dove ieri cinque persone hanno perso la vita nell'esplosione di un deposito di fuochi d'artificio in contrada Cavalieri - Femmina morta e due persone sono rimaste gravemente ferite.

Tanti i messaggi anche nei profili facebook degli operai morti che toccano il cuore e danno la dimensione dell'immensa tragedia. Si riflette sulle morti bianche ma soprattutto è il momento della preghiera.

L’Arcivescovo monsignor Giovanni Accolla, insieme al Vescovo Ausiliare e a tutta la Chiesa diocesana, manifestare particolare vicinanza a tutti coloro che sono rimasti coinvolti nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio di Barcellona Pozzo di Gotto. “Esprimendo cordoglio per le vittime e solidarietà per le famiglie -  si legge in una nota - assicura la sua preghiera per coloro che hanno perso la vita nel tragico incidente e per quanti sono rimasti feriti, affinché scenda su tutti la consolazione del Signore. Non mancheranno, da parte di tutta la Comunità diocesana, gesti concreti di attenzione”.

Una ditta storica quella dei Costa, campioni del mondo di fuochi d'artificio, ricordata anche dal vice sindaco Filippo Sottile, che ieri per tutto il pomeriggio ha seguito le operazioni di soccorso.  "Oggi qui c'è una grande tristezza per una tragedia enorme che addolora tutta la comunità - ha detto all'AdnKronos - Ho ricevuto decine di chiamate dai miei concittadini che chiedevano notizie. Tutti si sono messi a disposizione, pronti a fornire ogni supporto ai familiari delle vittime". Novembre per Barcellona si conferma un mese terribile. "Otto anni fa un'alluvione ha sommerso la città - racconta -, l'anniversario ricorre domani. Quella volta non ci furono morti ma solo danni ingenti, oggi, invece, Barcellona piange cinque vittime. La nostra speranza è che i due feriti (ricoverati a Palermo e Catania, ndr) riescano a sopravvivere".

“Una tragedia di proporzioni enormi - dice anche il sindaco, Roberto Materia - La fabbrica della famiglia Costa è molta antica e ben nota in città". A loro era demandata, a esempio, l'organizzazione dei fuochi d'artificio sul mare in occasione della festa del quartiere San Rocco. "Erano fatti da loro - conclude il vice sindaco - e per la loro bellezza richiamavano in città anche 20mila persone dai paesi limitrofi".

Sulla vicenda è arrivato anche il cordoglio del presidente di Ance Messina Pippo Ricciardello . "I costruttori messinesi sono colpiti da questa strage sulle cui cause stanno indagando gli organi competenti e speriamo che venga fatta piena luce, poiché restiamo convinti della necessità di garantire sempre, alle aziende di tutte le dimensioni impegnate in un lavoro edile, la massima sicurezza, indipendentemente dal verificarsi di fatalità irreparabili. Di fronte ad eventi come questo, resta solo il silenzio ed il rispetto per chi non c'è più e per le loro famiglie straziate dal dolore".

"Esprimiamo dolore, siamo vicini ai feriti e alle famiglie colpite. E' ingiusto e insopportabile che ancora oggi si muoia sul lavoro", scrive il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, e il segretario generale della Cgil Messina, Giovanni Mastroeni. Il sindacato sottolinea che "sul tema della sicurezza occorre intervenire in modo deciso, con azioni di prevenzione che comprendano formazione, informazione". "Ci vogliono anche maggiori controlli - sottolineano Mannino e Mastroeni - e in generale occorre fare crescere, con lo sforzo di tutti, la cultura della sicurezza sul lavoro".

“La tragedia di Barcellona - è il commento della Cisal - passato il momento del dolore e della solidarietà, dovrà ancora una volta portarci a riflettere sulla necessità di assumere le iniziative necessarie affinchè il lavoro non si trasformi da fonte di sostentamento a causa di morte. Vorremmo che non si facesse più retorica sulla mancanza di sicurezza e sull’utilizzo dei Dispositivi Individuali: ciò che manca, anche e soprattutto fra gli addetti ai lavori,  è una vera  cultura della sicurezza sul lavoro. Troppo spesso i corsi vengono visti solo come un obbligo fastidioso e superfluo e non si affrontano con la dovuta attenzione. Occorre quindi maggiore controllo, anche individuando un sistema premiale per chi fa della sicurezza sui posti di lavoro la “mission” principale della propria impresa e soprattutto educare imprenditori e maestranze ad una maggiore consapevolezza dell’importanza del rispetto delle norme e della vita umana”.


 

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