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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca

"Ha fornito la colonna sonora della vita a tanti messinesi", addio commosso al Dj Enzo Russo

E' morto uno personaggi storici della movida che ha segnato un’epoca a cavallo degli anni Ottanta e Novanta. Il ricordo di Alfredo Reni che con lui ha formato una coppia artistica per 40 anni: "Ogni volta che sentiremo i Depeche Mode o Simple Mind, ci basterà voltare lo sguardo verso quella fonte sonora per vederti"

E’ morto lo storico Dj Enzo Russo, uno personaggi storici della movida messinese che ha segnato un’epoca a cavallo degli anni anni Ottanta e Novanta. Russo se va via dopo aver combattuto contro una malattia diagnosticata meno di un anno fa. Una perdita per Messina, per quanti gli hanno voluto bene e lavorato al suo fianco che oggi lo ricordano con affetto e commozione sui social. "C'è stato un tempo, in cui questa città era fatta di musica, di atmosfere belle, di cultura, di persone che si incontravano per scambiarsi ilmondo. Tu c'eri, con il tuo consueto garbo e la tua eleganza. Ciao Enzo, fai buon viaggio", scrive Maria Flavia Timbro.

“Enzo ha fornito la colonna sonora della vita di un numero enorme di messinesi. Quei ventenni diventati padri hanno trasmesso le canzoni ai figli in un passaggio generazionale che ha visto Enzo come punto di riferimento”, è il ricordo di Alfredo Reni, dj e il conduttore radiofonico che con Russo ha formato una “coppia artistica per 40 anni”, perchè "le canzoni, le canzonette anche quelle più 'leggere' sono la nostra cultura, sono quelle che ci formano, che accompagnano i momenti della nostra vita. Abbiamo una canzone quando siamo innamorati, una quando finisce l’amore e ci aiuta a lenire il dolore. Una ci ricorda l’estate una i compagni di scuola...".

“La prima volta che l’ho visto era alla consolle del Rombo per una festa di Carnevale – racconta Alfredo Reni - Il sodalizio inizia due anni dopo. Abbiamo fatto una cosa di cui non avevamo alcuna consapevolezza, come è giusto quando sei ventenne. Aiutati dal clima della città negli 80, vivace, creativo, palestra di talenti. Si facevano cose che non c’erano prima, non avevamo modelli da imitare”. Poi aneddoti su “Una città che per diversi aspetti era più avanti di Catania e Palermo”.

“Ma io non intendo commemorare Enzo, ma celebrarlo - è il saluto di Reni - Non dobbiamo rimpiangerlo perché non è fisicamente con noi: come dice proprio una canzonetta “sono i rimpianti gli acciacchi dell’età” E se ci pensate bene, una canzone ci da un ricordo che ci fa sorridere. Ogni volta che sentiremo i Depeche Mode o i Cure o i Soft cell o i Simple Mind, dall’altoparlante di una radio in un bar in un locale, ci basterà voltare lo sguardo verso quella fonte sonora e vedremo Enzo in piedi alla consolle a suonare quella canzone per noi. Per cui caro Enzo, ti saluto: ci risentiamo al prossimo djset”.

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