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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

La piccola Elena uccisa dalla mamma aspirante infermiera a Messina, i colleghi: "Ci mostrava la foto con orgoglio"

Un ritratto lontano dal triste quadro che emerge in queste ore su Martina Patti, la giovane donna che ha confessato l'omicidio di sua figlia. Frequentava il terzo corso di infermieristica al Policlinico

“Ci aveva mostrato anche la foto della bambina, con orgoglio, siamo sconvolti per questa notizia. Mai ci saremmo aspettati una cosa del genere, per noi era Martina, una collega del corso simpatica e tranquilla con cui capitava di mangiare anche insieme per la pausa pranzo”.

A parlare sono alcuni colleghi del terzo corso di infermieristica al Policlinico di Messina, dove frequentava Martina Patti, la ragazza che si era presentata nel pomeriggio di ieri nella tenenza dei carabinieri di Mascalucia, raccontando del sequestro di sua figlia Elena da parte di tre uomini per poi crollare e confessare invece l’omicidio della piccola con un coltello da cucina.

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Ma mentre la Procura di Catania ha già predisposto il fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere, i colleghi di Messina non riescono a credere a quanto appreso dai giornali.

Con particolari raccapriccianti: la donna avrebbe prima accoltellato la bambina, cinque anni a luglio, in più punti, nella sua abitazione, per poi metterla in sacchi di plastica e sotterrarla in una campagna a duecento metri dalla villa in cui abitava. Poi avrebbe cercato di far ricadere la colpa sull’ex compagno che aveva problemi con la giustizia.

Il triste quadro familiare che emerge in queste ore per i colleghi era completamente sconosciuto. "Da lontano anche le palle di fuoco sembrano stelle, chissà cosa aveva nel cuore”, è ora il commento di chi non giudica, di chi sa quanto è difficile intercettare la sofferenza e il disagio, di chi sa che non esiste un identikit di mamme o padri assassini. “Martina è stata seduta fra quei banchi del Policlinico di Messina insieme a noi per tanti mesi, sembrava sognare quello che sognavamo noi… un lavoro sicuro, una famiglia serena. Noi sapevamo che era già laureata in Scienze motorie e adesso aveva deciso di specializzarsi in infermieristica perché dava prospettive più solide. Era al terzo anno, un percorso che si stava già concludendo. Ora è finito tutto”.

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