Cronaca

Malata terminale al Papardo, l'appello dei parenti: “Visite vietate per il Coronavirus, ma nessuno ci dà notizie”

Mentre il Policlinico ha predisposto un servizio informativo per chi ha persone ricoverate e chiede scusa per i disservizi, all'ospedale della zona Nord tutto tace. Anche il centralino. La segnalazione alla Protezione civile

Malata terminale per la leucemia, ricoverata al Papardo, rischia di morire in solitudine senza nessuno che possa andare a trovarla per rispettare l'ordinanza sindacale per il contenimento del Coronavirus.

Straziante il messaggio che è arrivato questa mattina alla protezione civile da parte dai parenti della donna, affranti non tanto perchè non possono vederla e parlarle (questi tempi sono difficili per tutti ed è importante collaborare) ma soprattutto perchè non riescono da due giorni ad avere nessuna notizia sulle sue condizioni in quanto il direttore generale Mario Paino, che ha recepito l'ordinanza sindacale, non sembra che abbia provveduto a predisporre un adeguato servizio informativo per i parenti.

Ma non può essere giustificato tutto con l'emergenza. Per disguidi simili il Policlinico ha inoltrato una nota con cui chiede scusa. Al Papardo, invece tutto tace. “Ci avevano assicurato che qualcuno avrebbe chiamato per fornirci informazioni - scrivono i parenti della donna che ha una leucemia in fase terminale - Avremmo potuto farlo anche noi telefonando al centralino. Ebbene, il centralino è chiuso e ai numeri diretti (Medici, Infermieri, Capo Sala, ecc.) in ematologia non risponde nessuno. Un problema che il direttore sanitario dovrebbe cercare di superare istituendo un numero a cui potersi rivolgere o invitando qualcuno a rispondere non solo nel reparto di ematologia. Non è possibile lasciare i parenti all'oscuro della suituazione sanitaria. Ci telefoneranno soltanto quando non rimarrà la possibilità di dare l'addio ai parenti?”.

Disguida con i parenti, le scuse del Policlinico

Anche al Policlinico - che però ha previsto un servizio informativo per i parenti dei ricoverati - si sono registrati dei disguidi. "Preliminarmente non posso che scusarmi - ha scritto in una nota il direttore generale Giuseppe Laganga - personalmente e a nome dell'Azienda tutta, per eventuali disfunzioni registratesi in questi giorni. Non entro nel merito delle singole segnalazioni, purtuttavia chiedo un po' di comprensione rispetto a una situazione emergenziale, che ha imposto in pochi giorni l'apertura ex novo di un Padiglione dedicato ai malati affetti da Covid-19. Circostanza resa ancora più difficile dal fatto che, trattandosi di malattia infettiva, i pazienti devono rimanere in stretto isolamento - continua la nota - Parallelamente all'aumento dei posti letto, abbiamo messo in campo azioni per attenuare i disagi dei degenti. Abbiamo istituito un servizio informazioni, abbiamo – grazie alla generosità di uno dei tanti donatori – fornito tablet per le videochiamate, abbiamo cercato di accelerare i tempi di attesa al triage grazie all'istituzione del laboratorio di analisi dei tamponi presso il Policlinico. Si tratta di attività organizzate in pochissimo tempo, che ovviamente avrebbero bisogno di tempi di rodaggio ben più lunghi e che in questo momento ovviamente non possiamo permetterci. Quanto detto nelle righe precedenti, però, non deve essere assolutamente un alibi per nessuno di noi - promette Laganga -  poiché anche, e soprattutto, in un contesto come questo non possiamo perdere di vista come il malato debba essere un punto di riferimento fondamentale. L'impegno di questa Azienda sul fronte dell'umanizzazione non può venire meno proprio in un simile momento.  Percepiamo, tra l'altro, come la condizione di chi è affetto da Covid-19 stia diventando di giorno in giorno sempre più particolare: il rischio è che venga interpretato dalla comunità come una minaccia, emarginato. Nulla di tutto - conclude - ciò deve avvenire e sono certo che tutti noi, tutti gli operatori dell'Azienda ospedaliera Policlinico "G. Martino" potranno vedere dietro queste segnalazioni un ulteriore stimolo per dare anche più di quel cento per cento che stanno garantendo in questo momento".

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