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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Contagi Covid alla vigilia della terza dose, quando fare il booster e cosa cambia con lo sbocco "automatico" del green pass

Sono oltre un milione e mezzo gli italiani positivi al coronavirus che si chiedono cosa fare in vista della prenotazione per rinnovare il certificato verde che dal 6 gennaio viene sbloccato anche senza attestato di guarigione del medico: basta un test molecolare o antigenico

Sta succedendo a tanti: sono oltre un milione e mezzo gli italiani costretti in isolamento contagiati dal coronavirus, spesso senza particolari sintomi e già vaccinati con la doppia dose e in attesa di presentarsi per la terza dose di richiamo. Molti di più sono coloro che si trovano in quarantena perché contatto stretto di un positivo e in attesa di conosce se possono tornare alla normalità. La straordinaria capacità del ceppo virale mutante di aggirare almeno in parte le difese immunitarie pone in tanti a chiedersi ora che fare con il booster viste anche le nuove regole che impongono l'obbligo vaccinale e una stretta applicazione del super green pass.

Prima di tutto: ottenuta la luce verde a fine quarantena ed esclusa l'infezione bene correre a prenotare il richiamo per evitare di rivivere le limitazioni. E chi si è scoperto positivo? Che cosa deve fare chi ha contratto il virus tra Capodanno e l'Epifania con gli appuntamenti con il centro vaccinale magari già presi a cavallo tra gennaio e febbraio 2022? 

Secondo l'ultima circolare del ministero della Salute viene prescritto - al fine di estendere gradualmente l’offerta del richiamo vaccinale - un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dalla diagnosi di avvenuta infezione. La prescrizione modifica - a partire dal 10 gennaio - la precedente circolare che prescriveva un intervallo di 5 mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale primario: pertanto coloro che nei prossimi giorni supereranno l'infezione potranno ricevere la dose booster (con Pfizer o Moderna) dopo 4 mesi dalla data dell'avvenuto contagio (fa fede il primo tampone positivo). 

Vale la pena ricordare che da ieri lo sblocco del green pass è diventato automatico. Se infatti il green pass veniva (almeno in teoria) bloccato automaticamente al momento della positività rilevata tramite tampone in farmacia o presso l’Asl, e si sbloccava solo dopo che il medico di base aveva inserito sulla piattaforma nazionale il certificato di guarigione, oggi il limbo che ha creato tantissimi problemi dovrebbe essere un problema passato. Almeno si spera.

Una volta negativizzati si otterrà quindi in automatico lo sblocco del green pass che torna ad essere "rafforzato" per coloro che erano vaccinati per ulteriori 6 mesi, oppure diventa "super green pass" per coloro che invece non erano immunizati ma si sottoponevano al tampone. L'organismo infatti con l'infezione sviluppa anticorpi analogamente a un vaccino anti-Covid, anticorpi che preservano da ulteriori attacchi, ma che poi calano arrivando a dimezzarsi in circa 4-5 mesi.

Pertanto se il nuovo green pass ottenuto avrà una validità di 6 mesi come previsto dalle ultime normative, è pure sempre bene ricorrere alla vaccinazione di richiamo: le autorità sanitarie raccomandano la terza dose a tutti -come spiegato dalla circolare- e dopo 4 mesi ci si potrà rimettere in fila per la dose booster. Mettiamoci l'animo in pace: la pandemia è tutt'altro che finita.

Contagiati dopo la prima dose

Nella corsa dei ritardatari alla vaccinazione c'è chi oggi si trova ad essersi ammalato dopo la prima dose di vaccino. In questi casi vale la regola: "chi contrae l’infezione entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, deve prima completare il ciclo vaccinale con una seconda dose entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione". Trascorso quindi un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dal ciclo vaccinale primario, è indicata la somministrazione della dose di richiamo booster.

Positivi dopo la terza dose

E se si è diventati positivi dopo la terza dose? Attualmente non bisogna fare nulla: al momento, in Italia, non è prevista la somministrazione di una quarta dose e con l'avvenuta negativizzazione si otterrà un nuovo green pass valido sei mesi. Nuovi aggiornamenti sono attesi nelle prossime settimane: in Israele ad esempio è già iniziata la somministrazione della quarta dose per sanitari e per la popolazione più fragile. Come spiegato da diversi esperti ed immunologi è probabile che sarà necessario ricorrere ad una dose di richiamo circa ogni sei mesi, magari con vaccini adeguati alle nuove varianti che -come omicron insegna- potranno via via insidiare i presidi sanitari.

Fonte: Today.it

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