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Morto al Papardo, a processo due medici e infermiera: nove figli parte civile

I tre professionisti rinviati a giudizio per la morte del professor Giacomo Basile avvenuta quattro anni fa. L'udienza il prossimo giugno

Due medici e una infermiera dell'ospedale Papardo sono stati rinviati a giudizio per la morte del professor Giacomo Basile. L'uomo è deceduto il 31 ottobre 2016 dopo un breve ricovero nel reparto di Cardiologia. Nutrita la schiera di familiari che hanno deciso di costituirsi parte civile: tra loro i nove figli del professionista oltre alla moglie e due nipoti. Una tragedia che sconvolse la comunità di Alì Terme, paese d'origine di Basile, conosciuto anche in città. 

Poco dopo il decesso la famiglia presentò una denuncia ai carabinieri di Torre Faro in seguito alla quale la Procura aprì un fascicolo per omicidio colposo. Otto gli avvisi di garanzia inviati al personale sanitario in servizio quel giorno nel nosocomio della zona nord. E adesso a distanza di quattro anni sarà il gup Monica Marino a decidere se fu un caso di malasanità. L'udienza è fissata per l'11 giugno 2021. Secondo l'accusa i tre operatori sanitari, i medici Pietro Iannello e Giacomo Lo Presti e l'infermiera Tea Greco agirono con "imperizia, negligenza e imprudenza" nell'assistere il paziente non sottoponendolo ad ulteriori accertamenti. Contestato anche il ritardo con cui fu richiesto l'intervento del rianimatore e il successivo utilizzo del defibrillatore. 

Ad assistere i familiari del professor Basile, gli avvocati Domenico Rizzotti, Lavinia Andriolo, Norma Micali, Vittoria Santoro, Laura Perrone e Antonio Perrone. 

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