Operazione Nebrodi, udienza preliminare movimentata per il maxi processo alla “nuova” mafia

Il gip Simona Finocchiaro ha stilato il calendario di udienze fino a metà dicembre per il processo nato  dall’operazione antimafia che a gennaio del 2020 ha portato all’arresto di 95 persone compreso il sindaco di Tortorici e il sequestro di 150 aziende. Proteste per le misure di sicurezza legate all'emergenza sanitaria

Udienza preliminare all’aula bunker del carcere di Gazzi per il maxi processo che vede alla sbarra 133 imputati per le truffe agricole all’Agea e all’Unione Europea da parte dei clan Tortoriciani.

Il giudice per le indagini preliminari Simona Finocchiaro ha stilato il calendario di udienze fino a metà dicembre per il processo nato  dall’operazione antimafia che a gennaio del 2020 ha portato all’arresto di 95 persone compreso il sindaco di Tortorici e il sequestro di 150 aziende.

Si torna in aula il 18 novembre per decidere sulle costituzioni di parte civile e su  alcune richieste di patteggiamento mentre il 25 sono previste le discussioni della procura rappresentata dai pm Vito Di Giorgio e Antonio Carchietti e a seguire le discussioni dei legali, circa ottanta, impegnati nel processo.

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Una udienza movimentata quella di oggi per la protesta degli avvocati che hanno contestato la mancanza di misure di sicurezza legata all’emergenza sanitaria.

Oltre l’impossibilità del distanziamento, era presente anche un avvocato che ha chiesto il rinvio perché pur non essendo più in isolamento, l’Asp non ha mai attestato la negatività ad un tampone effettuato il 30 ottobre, dopo un primo test in cui era risultato positivo. L’istanza è stata però rigettata.

Proprio il 31 ottobre l’Organismo congressuale forense ha scritto al presidente Mattarella e al ministro della giustizia segnalando che “in gran parte dei Tribunali Italiani quotidianamente si verificano assembramenti dovuti alla cattiva prassi di non procedere a scaglionare adeguatamente le udienze chiamate in ciascuna giornata o, laddove le udienze siano distinte per fasce orarie, di non disporre una adeguata gestione del numero di chiamate programmate per ciascuna fascia”. Una situazione che ha determinato una significativa diffusione del contagio tra avvocati, magistrati, personale di cancelleria e utenti della Giustizia.

L’Organismo Congressuale Forense chiede dunque che si “disponga un piano nazionale dell’emergenza che consenta di ristabilire responsabilmente nei Tribunali Italiani una uniformità di misure organizzative in merito alla modalità di strutturazione e smaltimento dei ruoli di udienza, con chiamata per ciascuna fascia oraria di un numero ponderato di cause, così da porre un freno alla babele di misure organizzative cui si sta assistendo in via di fatto”.

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